A Bitcoin non capitava dal 2018. E poi c'è stato il più grande boom di sempre. I numeri assurdi!
Numeri davvero incredibili che non si vedevano da due bear market fa.
19:21 • Pubblicato 27/02/2026
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È qualcosa che non si vede da 8 anni. Parliamo della possibilità che Bitcoin chiuda il quinto mese consecutivo in rosso. Un rosso che in questo ciclo è partito da ottobre e si è esteso a novembre, dicembre, gennaio e febbraio. Una situazione complessivamente molto particolare, che si aspettavano in pochi, e che paragoneremo però a quando l’abbiamo vista l’ultima volta, ovvero appunto nel 2018, non uno ma due bear market fa. Vuoi investire sul dip?
Neanche durante il bear market del 2022 avevamo vissuto una sequela così lunga di mesi in negativo. Un’assurdità statistica che, tra le altre cose, dice molto della situazione molto particolare in cui ci troviamo in questa fase di mercato, una fase che si è estesa, appunto, da ottobre.
Mai così male dal 2018
L’ultima volta che abbiamo avuto una sequela così lunga di rossi mensili è stata a cavallo tra fine del 2018 e inizio del 2019. I mesi chiusi in negativo partirono ad agosto – con un -9,31% e terminarono soltanto a gennaio 2019, con un -7,26%. Successivamente però, ed è evidente dal grafico che riportiamo, partì una delle corse più importanti di Bitcoin, quella della prima metà del 2019, che si fermò ulteriormente poi a luglio.

La situazione attuale è simile per proporzioni ma diversa per distribuzione. Abbiamo avuto infatti dei rossi mensili modesti a ottobre (nonostante il terribile evento del 10 ottobre) e poi abbiamo avuto un novembre di perdite al 17%, per poi chiudere dicembre quasi sugli stessi livelli di prezzo – e ancora vivere i primi due mesi del 2026 con perdite consistenti e in doppia cifra.
Chiaramente non si tratta di un pattern che dovrà ripetersi necessariamente in modo identico. È però notevole che nella sua storia di asset finanziarizzato (che tendiamo a far partire dal 2018 per ovvi motivi), Bitcoin non abbia mai vissuto più di 5 mesi in rosso, se non in quella circostanza.
Serve una mano dal fronte macro?
Per ora il fronte macro è piuttosto calmo. L’incontro del FOMC del 18 marzo infatti non porterà ad alcun tipo di modifica dei tagli, a meno di clamorose sorprese, così come probabilmente non li porterà neanche l’incontro successivo del 29 aprile.
In mezzo c’è anche la nomina di Warsh, che deve essere confermata dal Senato USA e che sta incontrando qualche difficoltà di massima. Conterà probabilmente più un relativo ritorno della calma anche sulle borse USA, che stanno vivendo un momento di assurda agitazione. Di questo comunque torneremo a parlare anche in uno speciale nel weekend, offrendovi un quadro possibilmente completo di ciò che sta avvenendo sul fronte macro USA.
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