Greggio: OPEC potrebbe perdere un altro membro. Caracas medita l'addio. Conseguenze importanti sul barile?
OPEC: dopo gli Emirati potrebbe arrivare un'altra defezione, meno importante politicamente, ma cruciale a livello politico.
17:47 • Pubblicato 28/08/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Giornalista finanziario
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Mentre il prezzo del greggio segue, come un elettrocardiogramma impazzito, ogni notizia che arriva da Hormuz, lontano dal Golfo si sta consumando una possibile ed ennesima secessione dall’OPEC. Secondo quanto è stato riportato da Bloomberg infatti, anche il Venezuela starebbe valutando l’addio all’organizzazione che controlla, di fatto, il mercato del greggio internazionale da decenni.
Caracas aveva partecipato – ormai più di sessanta anni fa – alla creazione dell’OPEC e ora potrebbe diventare il secondo paese, dopo gli Emirati, a mollare l’organizzazione. La cosa, almeno sul breve, non dovrebbe avere un impatto importante sul mercato del greggio, ma è comunque segnale dei grossi cambiamenti che potrebbero avvenire all’incrocio tra politica internazionale e mercato del petrolio.
Nulla di certo
Non c’è ancora nulla di certo, con Bloomberg che parla ancora di considerazioni e valutazioni che potrebbero o meno risultare in un addio. Se non ora quando però, verrebbe da dire: le attività estrattive del Venezuela sono ancora ai minimi, con il nuovo governo allineato con Washington che potrebbe fare una scelta di campo contando proprio sul nuovo e potente alleato.
Le preoccupazioni principali però non albergano a Caracas: a rimanere con il fiato sospeso sono al contrario i Paesi che rimarranno all’interno dell’organizzazione – che con meno membri a seguire le decisioni sulle quantità da consegnare al mercato potrebbero dare il via, riporta sempre Bloomberg, a una guerra dei prezzi che potrebbe portare sensibilmente giù il costo del barile.
Se non saranno i prezzi…
I membri rimanenti all’interno dell’OPEC potrebbero, in quella che sarebbe per loro la migliore delle opzioni, mantenere comunque una sorta di controllo sul prezzo, rimanendo però all’interno di un’organizzazione sempre più frammentata e che avrà sempre maggiori difficoltà a dire la sua in un mercato di partecipanti molto meno allineati di un tempo.
A risentirne potrebbe essere anche la stabilità dei prezzi di breve: OPEC è tendenzialmente intervenuta in entrambe le direzioni, anche per assicurare ai Paesi membri una sorta di cash flow per quanto possibile costante.
Una situazione che si aggiunge a quella dell’arrivo importante dello shale negli USA, del Brasile e della Guyana. Certo, è più importante l’addio degli Emirati, che si è materializzato nel pieno della guerra tra Iran e USA. L’addio del Venezuela però potrebbe segnare un altro passo verso la fine dell’influenza di questa potente organizzazione su uno dei mercati più importanti del mondo.
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