Tether compra più oro di molte banche centrali: le riserve mondiali stanno cambiando
L’oro supera Treasury ed euro nelle riserve mondiali. Tether è tra i maggiori acquirenti nel 2025. L'asset è al test del supporto
Aggiornato 22/09/2026
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L’oro torna a catalizzare l’attenzione dei mercati, anche se il rally degli ultimi due anni ha perso slancio nei mesi più recenti. Il metallo giallo resta sotto di oltre il 22% dal massimo storico di gennaio a 5.626$ l’oncia e scende ormai da sei mesi. Eppure è diventato il primo attivo di riserva delle Banche Centrali mondiali, come certifica la BCE. Negli acquisti 2025 spicca inoltre un nome inatteso, quello di Tether Holdings.
L’oro supera Treasury ed euro nelle riserve, Tether primo acquirente nel 2025
Il rapporto The International Role of the Euro pubblicato dalla BCE fotografa un cambiamento storico nella composizione delle riserve ufficiali mondiali. A fine 2025 l’oro valutato a prezzi di mercato pesa per il 27% del totale, contro il 22% dei Treasury americani. Le altre riserve denominate in dollari valgono il 20%, mentre l’euro si ferma al 15% e gli altri attivi al 17%. Sommando Treasury e altri strumenti in valuta americana il dollaro conserva circa il 42% e resta il riferimento del sistema finanziario mondiale.

La stessa BCE invita però alla prudenza sull’interpretazione del dato rilevato a prezzi correnti. Il prezzo dell’oro è salito di circa il 60% nel 2025 e del 30% nel 2024, gonfiando meccanicamente il valore complessivo detenuto dalle Banche Centrali. Ricalcolando le riserve ai prezzi di fine 2023 l’oro scenderebbe al 16%, alla pari con l’euro, con i Treasury ancora davanti al 26%.
Tether compra più oro delle banche centrali
Negli acquisti del 2025 c’è la sorpresa più interessante per il mondo crypto. Le banche centrali hanno rallentato a circa 850 tonnellate complessive, in calo rispetto alle oltre 1.000 tonnellate annue del triennio precedente. La Polonia guida la classifica ufficiale con circa 100 tonnellate, seguita da Kazakistan, Brasile, Cina e Turchia. Davanti a tutte però c’è Tether Holdings, con oltre 100 tonnellate acquistate in un solo anno. La BCE cita esplicitamente il caso come segnale delle potenziali implicazioni macroeconomiche delle stablecoin, monete digitali ancorate a un attivo di riserva.
L’oro al test del supporto

Gli acquisti alimentano anche Tether Gold (XAUT), il token che rappresenta oro fisico custodito nei caveau dell’emittente. Attualmente XAUT quota 4.335 USDT con l’ATH di fine gennaio a 5.609,9 USDT. Sul grafico weekly riportiamo la panoramica di XAUT dall’accelerazione rialzista iniziata nell’estate 2025 dall’area dei 3.300 USDT. Da lì è partita una leg up che ha spinto all’ATH di fine gennaio. Il massimo è arrivato in concomitanza con quello del future sull’oro, che ha segnato 5.626,28$ l’oncia. Dal picco è iniziata la fase di contrazione, con una serie di massimi e minimi decrescenti fino a fine giugno, quando ha toccato un minimo a 3.943 USDT.
XAUT4.307 $▼ -0,98% ha fatto base per alcune settimane, fino all’accelerazione rialzista di agosto con massimo a 4.679,8 USDT. Il prezzo si è fermato sulla prima resistenza vettoriale dei 4.560 USDT, mentre la resistenza principale passa in area 4.790 USDT. Ad agosto XAUT ha ritracciato, con un minimo toccato a settembre poco sotto l’area supportiva dei 4.305 USDT. La settimana scorsa ha chiuso in positivo con un marginale +0,94% e quella attuale si muove sostanzialmente invariata sopra il supporto.
I limiti dell’oro e il primato del dollaro
Dal 2022 gli acquisti di oro riflettono soprattutto la copertura dal rischio geopolitico, con Cina, Polonia, Turchia e India in prima fila. La BCE ricorda comunque i limiti strutturali del metallo come attivo di riserva. Il prezzo è volatile, non paga alcun rendimento e la custodia fisica comporta costi rilevanti. L’offerta inoltre è rigida e non si adatta rapidamente alla domanda internazionale di liquidità. Allargando lo sguardo il dollaro resta dominante su ogni indicatore, dal 57% delle riserve valutarie a quasi il 90% degli scambi sul mercato dei cambi.
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