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Michael Burry terrorizza i mercati:"la bolla AI è più vicina che mai". Il re degli short cambia strategia

Michael Burry non è mai stato così pessimista sul settore AI. E ora cambia l'assetto delle sue posizioni.

18:47 • Pubblicato 29/09/2026

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Scritto da Alessandro Adami

DeFi & On-Chain Specialist

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A poche ore di distanza da una lunga riflessione condotta nel weekend sul tema dei modelli AI e sul loro possibile collasso futuro, Michael Burry decide di alzare la posta in gioco e cambiare la propria strategia operativa. L’investitore americano resta dell’idea che il mercato dell’intelligenza artificiale si trovi in una gigantesca bolla speculativa, ma ora teme che questa possa scoppiare – testualmente – “sooner than later”, ovvero prima di quanto inizialmente previsto.

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Cassandra continua a scommettere sul ribasso dei principali titoli ed ETF legati ai semiconduttori e al mondo dei chip, facendo tuttavia qualche ritocco alle sue posizioni short, che finora non sembrano comunque aver prodotto grandi risultati. Ciò che è più interessante, al di là della retorica allarmista di Burry, è proprio il modo con cui il noto trader ha modificato l’esposizione ribassista e il suo profilo di rischio/rendimento.

Michael Burry insiste sulla bolla AI: il crash è ormai vicino

Non ci soffermiamo più di molto sulla tesi centrale di Michael Burry sul comparto AI, che abbiamo più volte spiegato in questo giornale. Ci limitiamo a ricordare solo come durante il fine settimana, dopo essersi appoggiato a un paper del 2024 redatto da ricercatori di Oxford e Cambridge, il volto del film The Big Short abbia parlato di modelli destinati ad amplificare i propri errori in fase di addestramento e, di conseguenza, di un processo che potrebbe sfociare in un progressivo collasso della tecnologia.

Questa nuova presa di posizione, che si aggiunge ad altre idee pessimistiche sul futuro dell’intelligenza artificiale, avrebbe incentivato Burry ad anticipare i tempi delle proprie scommesse short aperte nei mesi precedenti su titoli come MU, PLTR, CAT, NBIS, CRWV, NVDA e SOXX. Rimane la stessa view direzionale, ma cambiano il timing e gli strumenti impiegati per esprimere le sue preoccupazioni sull’industria.

In particolare, secondo quanto riportato dallo stesso investitore, la bolla AI potrebbe scoppiare entro l’estate del 2027, cioè tra meno di un anno. Un orizzonte giudicato probabilmente troppo breve per poter continuare a mantenere posizioni short tradizionali sui futures, in quanto potrebbe rivelarsi più remunerativo andare alla ricerca di payout asimmetrici.

Nuovo trading post di Michael Burry

Come cambia la strategia di Burry? Tutte le nuove posizioni

Andando più sul concreto, possiamo vedere come Michael Burry abbia di fatto chiuso i suoi short sulle azioni sopra citate, per rimpiazzarli con un acquisto di opzioni put, con scadenza fissata a settembre 2027. L’unica eccezione riguarda la posizione su CoreWeave (CRWV), che è stata completamente liquidata senza essere sostituita da una put, poiché l’investitore non considera conveniente il prezzo dell’opzione.

Va inoltre sottolineato come Burry avesse già aperto in precedenza una put su Palantir (PLTR), che ora però è stata ulteriormente ingrandita e spostata sulle scadenze di settembre 2027, con strike in zona 100 dollari.

Il nuovo assetto speculativo di Cassandra ha visto anche la sostituzione delle put sull’ETF QQQ in nuove posizioni put sul Nasdaq-100, con strike in area 24.000 dollari e con un valore nozionale – anche in questo caso – amplificato.

Tutte le nuove posizioni di Michael Burry

Perché sostituire gli short con le opzioni put?

Al netto delle teorie catastrofiche di Burry, che possono essere o meno condivise, la parte più interessante riguarda la scelta delle opzioni come strumento per assumere esposizione direzionale al ribasso sul settore dell’intelligenza artificiale. Infatti, in questo modo cambia totalmente il costo delle operazioni e il loro potenziale profitto associato.

In pratica, acquistando una put, Burry si assicura di spendere un capitale predeterminato (senza possibili drawdown aggiuntivi) e di poter guadagnare maggiormente in caso di crash dei prezzi, come da lui preventivato. Le opzioni amplificano il rendimento potenziale dei suoi trade, a fronte di un costo iniziale fisso.

Ergo, se PLTR, MU, NBIS, NVDA, SOXX e tutti gli altri titoli su cui si è esposto andranno a toccare i livelli previsti, l’investitore otterrebbe un profitto più elevato rispetto a quello derivante da una posizione short tradizionale.

Possiamo però leggere la mossa anche da un’altra angolazione: così facendo, infatti, Burry si protegge dal perdere miliardi in caso di continuazione rialzista del comparto AI, spendendo solo il premio iniziale dell’opzione. Non sarebbe però questo il suo intento, almeno da quanto spiegato, quanto più la ricerca di un gain più alto per le sue profezie e un vantaggio dato dalla strategia fiscale del tax-loss harvesting, che permette di abbattere parte delle plusvalenze realizzate nel 2026.

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DeFi & On-Chain Specialist

Ordine dei Giornalisti delle MarcheFondatore del chapter Legal Hackers di Civitanova MarcheVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
  • Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
  • Options flow e derivati
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", è un giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, esperto in materia di finanza decentralizzata ed applicazioni web3. Investe e segue da vicino gli sviluppi dei progetti Ethereum e Chainlink.

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