Nuovo record per il Nasdaq 100 e rialzo di Tesla, ma pochi titoli reggono l’indice. È disaccoppiamento totale
Per il Nasdaq 100 nuovo record storico, sostenuto dai dati sul lavoro USA. Sale anche S&P 500 ma grazie a pochi titoli.
Aggiornato 02/10/2026
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Il Nasdaq 100 firma un nuovo record storico nella seduta di oggi venerdì 2 ottobre, spinto dai dati sul lavoro americano usciti nel primo pomeriggio. Il paniere tecnologico tocca un massimo a 31.017,52 punti al momento di questa stesura e scambia in rialzo di oltre l’1%. Bene anche lo S&P 500, mentre la partecipazione interna al listino tecnologico resta stranamente debole perfino nel giorno dei nuovi massimi storici.
Nuovo record storico per il Nasdaq 100
La spinta decisiva è arrivata dai nonfarm payrolls, il rapporto sulle buste paga non agricole pubblicato dal Bureau of Labor Statistics nel primo pomeriggio. A settembre l’economia americana ha creato appena 29.000 posti di lavoro, contro attese degli analisti vicine alle 90.000 unità.
Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,2%, confermando il raffreddamento del mercato del lavoro negli Stati Uniti. Per gli investitori la lettura è stata immediata, perché un dato debole allontana nuovi aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve. Il Nasdaq 100 è tra gli indici che sta beneficiando di più di questa spinta e di questo ottimismo.
Anche S&P 500 in rialzo ma lontano dal record
Il quadro è positivo anche sullo S&P 500, che sta guadagnando lo 0,78% e scambia a 7.726 punti dopo un massimo di giornata a 7.754,67 punti. L’indice resta comunque sotto il record di 7.816,70 punti toccato in agosto, da cui lo separa poco più dell’1%. Il principale paniere azionario americano chiude così una settimana più complicata rispetto al Nasdaq.
Anche l’andamento annuale è ben differente con S&P 500 che segna un +12,20% mentre il Nasdaq arriva oggi a +22%.
Pochi titoli sostengono la salita degli indici

La vera anomalia della giornata riguarda però la partecipazione interna dei listini, come mostra il pannello sotto ai rispettivi grafici. Il saldo tra titoli in rialzo e in ribasso sul Nasdaq 100, misurato dal Matrix Breadth Switch, segna oggi un valore negativo di 508 unità. Le barre rosse si susseguono ormai da agosto, quindi il nuovo record arriva con la maggioranza dei componenti in ribasso.
Sullo S&P 500, oggi il quadro appare migliore, con un saldo positivo di 314 unità alla seconda lettura verde consecutiva. La salita resta comunque concentrata su pochi protagonisti, una caratteristica che storicamente rende i mercati più vulnerabili alle prese di profitto.
Tesla guida tra le Big Tech
Tra i singoli titoli la scena è tutta per Tesla, che sale del 5,16% dopo le consegne trimestrali sopra le attese. Come racconta l’approfondimento dedicato alla corsa delle aziende di Musk, il gruppo ha consegnato 486.532 veicoli contro stime di 463.761 unità. Bene anche Marvell con un rialzo del 2,61%, seguita da Oracle al 2,37% e da Nvidia al 2,25%. Chiude il quadro Intel con un progresso del 2,13%, mentre Micron cede l’1,43% ed è l’unico segno negativo tra i grandi nomi osservati.

Allargando lo sguardo al 2026, la tabella delle performance racconta però gerarchie molto diverse da quelle della seduta odierna. Micron resta la regina dell’anno con un guadagno del 266,52%, quindi la flessione di oggi somiglia a una semplice presa di profitto. Alle sue spalle troviamo Intel al 224,49% e Marvell al 217,14%, le altre due protagoniste assolute dell’anno dei semiconduttori. Tesla rimane in rosso del 18,66% da inizio anno, quindi il balzo sulle consegne recupera solo una parte del terreno perduto.
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