Iran: dimissioni ai vertici e allarme per la crisi economica. La guerra ha un costo alto, ma di soluzioni non se ne vedono
In Iran la crisi aumenta. Voci su mancati pagamenti di stipendi. Arrivano dimissioni dei vertici del petrolio.
11:57 • Pubblicato 05/10/2026
767 lettureLetture reali dalla pubblicazione: una per lettore al giorno, bot esclusi. Aggiornato ogni 5 minuti.Gli articoli di Criptovaluta.it® sono scritti e verificati da giornalisti e analisti specializzati, sotto la direzione di Alessio Ippolito — giornalista iscritto all’ODG* del Lazio, imprenditore digitale dal 2008 e Popular Investor Champion su eToro. Ogni articolo segue il nostro processo editoriale verificato.
La situazione economica dell’Iran è in rapido deterioramento. A sette mesi dall’inizio del conflitto il rial iraniano continua a crollare e la situazione si sarebbe fatta così grave da spingere all’intervento le massime autorità del Paese. Tutto questo mentre continua il blocco navale da parte degli USA che non consente all’Iran di trasportare e dunque vendere il proprio petrolio.
Il declino del rial iraniano ha accelerato poi nelle ultime settimane di sanzioni intensificate e di ulteriore blocco navale, in un Paese già falcidiato da una crisi importante, la stessa che aveva alimentato le proteste dello scorso dicembre.
Cosa sta succedendo in Iran?
New York Times riporta di una riunione dei massimi vertici del Paese, che è stata in realtà confermata anche da testate locali. Una riunione all’interno della quale sarebbe avvenuta una rara ammissione di difficoltà, da parte di Mohsen Rezaei, che ha parlato di necessità di stabilizzare l’economia in una situazione che sarebbe una delle più difficili della storia dell’Iran.
Nel frattempo a Teheran si è dimesso anche Mohsen Paknejad, ormai ex ministro del Petrolio, con il suo ruolo che sarà rivestito ad interim da Hamid Bord, già a capo della compagnia nazionale petrolifera di Teheran.
Problemi nel pagamento di pensioni e stipendi?
Intanto sui social circolano sempre più messaggi che parlano di ritardi nel pagamento di pensioni pubbliche e anche di dimissioni di lavoratori del settore privato e pubblico. I salari non sarebbero più sufficienti e dunque lo sforzo di recarsi sul posto di lavoro ormai inutile.
Un quadro particolarmente fosco, frutto di una guerra che si protrae ormai da sette mesi e per la quale non sembra che ci sia una via d’uscita in tempi brevi.
L’Iran è ormai sottoposto anche a forti restrizioni che riguardano i voli civili, rendendo ancora più difficile la gestione di import fondamentali – compresi, scrive il The New York Times – i medicinali.
Cosa ne è stato delle trattative?
Non ci sono state più notizie che riguardano le trattative tra Washington e Teheran, dopo che le speranze delle scorse settimane sono state frustrate dal no di Donald Trump.
L’Iran non sembrerebbe essere disposto infatti ad annullare il suo programma di arricchimento dell’uranio e a riceverne, per usi civili, dagli States. Una condizione, questa, che sarebbe necessaria per Washington affinché si proceda con qualunque tipo di accordo.
Intanto il tempo gioca contro entrambi. Trump deve far fronte a prezzi alla pompa saliti alle stelle, con le elezioni midterm che incombono. In Iran le notizie, anche confermate a livello locale, di crisi aumentano.
Expertise
- Analisi fondamentale e TradFi
- News crypto, Bitcoin e Blockchain
- Fintech, banche centrali & law
Iran: “Volevamo stupirla e stupirla è arrivato”
Bella questa, me la rivendo sicuramente.