Francia in crisi, parla il governatore: "Rischio strangolamento da interessi" e invita tutti ad agire subito
Arriva un altro allarme per la situazione del debito francese. Questa volta a parlare è il governatore della banca centrale.
19:37 • Pubblicato 05/10/2026
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L’allarme che arriva non è più quello dei finfuencer, la particolare categoria di influencer che si occupa di finanza. Ora tocca al governatore della banca centrale francese suonare la sveglia: il rischio è che la République venga strangolata dai tassi di interesse, con un debito/deficit fuori controllo e poche possibilità di accordarsi pubblicamente. Le parole di Emmanuel Moulin suonano come un allarme autentico – e una sorta di chiamata alle armi per tutto il popolo francese.
Le spread, come lo chiamano scherzosamente gli analisti, è a 137 punti base, in una situazione generale di grande apprensione sul mercato dei bond sovrani e il rischio concreto che ci si debba rifinanziare, appunto, a tassi di interesse molto più elevati.
Parole dure
Le parole pronunciate da Emmanuel Moulin sono dure e di forte allarme:
C’è il rischio che lo Stato sia strangolato dai tassi di interesse.
Nel caso in cui non ci fosse la possibilità di ristrutturare le finanze pubbliche. Tradotto in linguaggio più semplice: c’è bisogno di spendere meno, di rimettere in sesto il bilancio e – di conseguenza – inviare un segnale forte ai mercati.
Le parole di Moulin arrivano in un momento particolarmente duro per i debiti sovrani e in particolare per quello francese, che oltre al dissesto in termini di bilancio paga anche una situazione politica convulsa e incapace di raccogliere una maggioranza intorno al piano lacrime e sangue da includere nella legge di bilancio.
Il governo non può contare su una maggioranza parlamentare e sta affrontando opposizioni sul piede di guerra su diverse delle misure più impopolari, a partire dallo stop all’adeguamento all’inflazione degli assegni pensionistici.
Pressioni elevate, con i mercati che per ora però…
Le pressioni rimangono elevate, tenendo anche conto della particolare situazione a livello globale. A essere colpiti non sono soltanto i titoli di Stato francesi, ma più in generale il debito sovrano dei Paesi più indebitati.
Rimane comunque Parigi a interpretare il grande malato, ruolo che un tempo era prerogativa dell’Italia e che ora è stato affidato oltralpe.
L’allarme di Moulin cadrà probabilmente nel vuoto, come erano caduti già i precedenti. A fine settembre il governatore della banca centrale francese aveva già avvisato la politica di Parigi con toni particolarmente duri. L’appello, per ora, non sembrerebbe aver sortito effetti.
Qui puoi monitorare la situazione dei debiti sovrani e dei relativi titoli di Stato.
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