Solana con JP Morgan: arriva DvP, ecosistema pensato per i mercati istituzionali. Scambi senza smart contract
Enorme passo in avanti per Solana, che offrirà un nuovo servizio pensato per le esigenze degli istituzionali.
12:17 • Pubblicato 06/10/2026
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La Solana Foundation – associazione no-profit che si occupa della promozione e dello sviluppo di Solana – ha annunciato la nascita di DvP, un sistema open source che permetterà alle istituzioni di avere scambi di titoli contro denaro direttamente onchain, senza il ricorso a smart contract. La fondazione avrebbe utilizzato degli input offerti da JP Morgan, la più grande banca d’affari del mondo.
Viene così eliminato il rischio di controparte: lo scambio del titolo per denaro diventa simultaneo, atomic, senza dover fare affidamento su terze parti, su custodi o sulla capacità di consegnare o di pagare in futuro di una delle parti coinvolte.
Il settlement atomic rimuove il rischio di controparte che è tipico della finanza tradizionale. Il programma DvP di Solana offre alle istituzioni uno standard aperto nell’ecosistema Solana, su un’infrastruttura pubblica, con finalità in secondi invece che in giorni.
Il supporto offerto in questa prima battuta è per i token SPL e i Token-2022, con la possibilità di integrare anche delegati permanenti, token che possono essere messi in pausa e book per i trasferimenti.
Il ruolo di JP Morgan è stato fondamentale nella definizione dello standard e al fine di includere quelle che sono funzionalità irrinunciabili per il mondo della finanza tradizionale.
Uno standard aperto e condiviso per la consegna contro pagamento è il tipo di infrastruttura che i partecipanti ai mercati istituzionali richiedono per operare su larga scala, eliminando l’esposizione verso la controparte. Siamo contenti di aver contribuito con il nostro expertise sui settlement.
Questo è invece il commento di JP Morgan, che conferma il suo coinvolgimento nella fase di progettazione del servizio.
Nonostante la buona notizia…
Innate sui mercati si fatica. SOL119,99 $▼ -0,51% perde l’1% su base giornaliera, rimanendo comunque intorno a quota 120$. Le notizie di questa portata però non vanno valutate soltanto sul breve periodo.
Il mondo della finanza tradizionale sta entrando in blockchain soprattutto a livello operativo, e l’introduzione di certe novità può spostare gli equilibri a favore di una chain o di un’altra.
Curioso il fatto – e inimmaginabile soltanto qualche mese fa – della partecipazione di una grande banca d’affari già in fase progettuale. JP Morgan può offrire non solo expertise, ma anche legittimazione a un progetto open source e che nasce comunque lontano dai piani alti di Wall Street.
Tutte le principali società di Wall Street stanno sperimentando nel mondo crypto, in particolare a livello di emissione di titoli (vedi BlackRock con i suoi fondi tokenizzati) e di infrastruttura.
Con ogni probabilità aumenteranno le notizie che riguardano questo tipo di collaborazioni.
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