Debito pubblico: FMI lancia l'allarme su Francia e Italia. Servono azioni rapide e politicamente costose
La direttrice del Fondo Monetario Internazionale lancia l'allarme, parlando di Francia, Italia, Irlanda e Portogallo.
Aggiornato 07/10/2026
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Sulla questione debito pubblico, che sta ormai tenendo banco da giorni sui mercati, interviene anche il Fondo Monetario Internazionale, tramite la direttrice Kristalina Georgieva. I livelli di debito sovrano sono troppo alti a livello globale, si accingono a superare il 100% del prodotto interno lordo (sempre su scala globale) e non erano mai stati così elevati dalla Seconda Guerra Mondiale.
Bisogna intervenire subito: una sorta di fate presto che arriva nel momento di massimo scontro sul debito pubblico più in crisi del momento, quello francese. Date le tempistiche, non mancherà chi accuserà il Fondo Monetario di essere entrato, per l’ennesima volta, nell’agone politico.
Cosa ha detto la direttrice del Fondo Monetario Internazionale?
Non è in realtà la prima volta che Kristalina Georgieva si esprime sulle preoccupanti condizioni del debito pubblico su scala globale. La direttrice del FMI si concentra principalmente però sulla situazione delle economie avanzate, dove afferma che serviranno interventi decisi e poco piacevoli sul piano politico.
La mente non può che correre alla Francia. Parigi è diventata la grande malata di un”Europa già in crisi, con i rendimenti sul mercato secondario che si sono fatti importanti e con lo spread che – nonostante una breve ritirata – rimane su livelli molto elevati.
Mai così male dalla Seconda Guerra Mondiale. Hanno certamente contribuito una serie di shock – a partire dal COVID – che hanno spinto a interventi pubblici importanti nell’economia, con il trend che però ora è di nuovo in risalita e dunque – secondo Georgieva – degno di immediata attenzione.
Rischi elevati
Georgieva ha parlato di buona capacità di reagire delle principali economie agli shock degli anni passati. Una capacità di reagire che però potrebbe venire meno nel caso in cui dovessero continuare pressioni sull’inflazione, dall’AI e dagli altri elementi centrali di questo ciclo economico.
Georgieva non si è inoltre fermata, nella sua analisi, alla Francia. Ha parlato di situazione critica in Europa segnalando anche Italia, Portogallo e Irlanda. Una ramanzina che non sappiamo se arriverà a destinazione. Come ha affermato la stessa direttrice infatti, per invertire la rotta sono necessarie delle decisioni politiche che hanno costi enormi. E che – aggiungiamo noi – nessuno sembra avere intenzione di prendere.
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Non si può fermare il treno