Allarme dal Premio Nobel: situazione Francia ormai compromessa. Rischiano anche Italia e Europa
Paul Krugman, premio Nobel per l'Economia, preoccupato per la situazione a Parigi. RIschio contagio per tutta l'Europa.
18:27 • Pubblicato 09/10/2026
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Anche il premio Nobel per l’economia Paul Krugman, non esattamente un amante dei piani di austerità, lancia l’allarme sullo stato delle finanze pubbliche francesi. E fa anche di più, perché indica il potenziale rischio contagio per tutta l’area euro, aggiungendo di trovare la situazione preoccupante.
La situazione generale dovremmo conoscerla tutti: i mercati stanno punendo il debito francese con rendimenti record (sono da tempo più elevati di quelli del debito italiano), sia per l’aumentata percezione di rischio su scala globale, sia per una situazione dei conti pubblici francesi che non promette nulla di buono.
Debito elevato e che continua a crescere
Paul Krugman è preoccupato sia dalla grandezza del debito pubblico francese, che ormai sfiora il 120% del prodotto interno lordo, sia dalla traiettoria di questo debito. Una traiettoria che sarà ulteriormente peggiorata dai costi di rifinanziamento del debito che sono in aumento.
La Francia potrebbe aver superato la linea che separa i “too big to fail” dai “too big to save”
E quindi un passaggio da una situazione dove nessuno avrebbe mai creduto alla possibilità di default della Francia a quella in cui in diversi cominciano a pensare non solo che sia possibile, ma anche che si possa fare poco per intervenire.
Qualche segnale da Christine Lagarde
Christine Lagarde ha lanciato qualche timido segnale, pur non nominando direttamente la Francia. Ha infatti affermato che l’istituto che presiede, BCE, continua a osservare i mercati in attesa di comportamenti anomali o che potrebbero – aggiungiamo noi – rendere più verosimile un intervento da parte della Banca Centrale Europea.
Intanto da Parigi fanno sapere di non averne bisogno (per ora?) e che la situazione, per quanto deteriorata, non è ancora meritevole di questi livelli di allarme.
Mai ci saremmo immaginati di leggere un Krugman così
Paul Krugman non è un fan di politiche pubbliche eccessivamente rigorose o austere. Tuttavia, nella sua ultima pubblicazione sul suo Substack, il Nobel per l’Economia ha accusato la Francia di non aver ancora assunto un atteggiamento realistico ad esempio sulla spesa pensionistica.
Un duro colpo per chi sostiene la capacità del popolo francese di conquistare le piazze quando vengono meno certi “diritti”. Ora anche per Krugman i diritti di cui sopra sono diventati troppo costosi per essere sostenibili. Servirà un intervento, ma le possibilità di passaggio di una legge di bilancio lacrime e sangue sembrano per ora assai ridotte. Intanto puoi seguire l’evoluzione dei rendimenti sul nostro tool dedicato proprio a questo importante angolo di mercato.
Nella giornata di oggi ci sono comunque buone notizie almeno oltreoceano: negli USA i decennali sono scesi al 5,22%, perdendo sei punti base.
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Non ricordo sé lo abbiamo già scritto: non si può fermare il treno