Dollaro forte contro euro e yen: perché Fed e Treasury fanno la differenza
Il dollaro si rafforza contro euro e yen grazie ai rendimenti dei Treasury e alle attese sui tassi Fed, mentre i cambi mostrano andamenti differenti
08:17 • Pubblicato 20/10/2026
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Il dollaro americano si rafforza da metà settembre sia contro l’euro sia contro lo yen, sostenuto dal rialzo dei tassi della Fed e dai rendimenti dei Treasury. Il Dollar Index si muove ora in area 102 punti e dopo quattro settimane consecutive di rialzo registra una frenata. Contro l’euro il movimento è fermo da tre settimane, mentre contro lo yen il dollaro continua a guadagnare terreno anche in questo inizio di settimana.
Il dollaro si rafforza contro euro e yen
La forza del dollaro si misura con il Dollar Index, il paniere di sei valute in cui l’euro pesa per oltre la metà. Per questo l’indice e il cambio euro-dollaro si muovono sempre in direzione opposta, quando sale uno scende l’altro. Da inizio settembre il Dollar Index è salito dall’area 99 punti fino a toccare l’area 103 punti la settimana scorsa. Sul grafico weekly si vede che in questa settimana l’indice quota 101,946 punti, in rialzo al momento di questa stesura del +0,16%.

L’euro ferma la discesa sul supporto
Il rafforzamento del dollaro si legge in modo diretto sul grafico weekly del future dell’euro. Il prezzo è sceso dall’area di resistenza di 1,16 dollari di inizio settembre fino all’area 1,12, con quattro settimane consecutive di calo. Su questa view si può però osservare come da tre settimane il cambio è fermo sull’area supportiva, con il future che oggi quota 1,12410. A scalare, il supporto principale passa a 1,090. Sull’euro pesano anche le tensioni sui conti pubblici francesi.

Lo yen perde terreno contro il dollaro
Contro la valuta giapponese il rafforzamento del dollaro prosegue anche in questa settimana. Il future sullo yen è sceso dal massimo di settembre in area 0,00657 dollari fino agli attuali 0,00634 come mostra il grafico weekly. Nel cambio servono ora circa 158 yen per un dollaro. Allo stato attuale lo yen si sta appoggiando sul supporto di breve, evidenziato con la linea azzurra tratteggiata e già parzialmente violato. Il rischio è una discesa verso la zona degli 0,006250 dollari.
Sullo yen pesano le indiscrezioni su una Banca del Giappone poco propensa a due rialzi dei tassi consecutivi. Pesa anche il rialzo del petrolio, perché il Giappone importa quasi tutta l’energia che consuma.

La Fed e i Treasury sostengono il dollaro
All’origine della forza del dollaro c’è la Federal Reserve, che ha alzato i tassi di 25 punti base portandoli al 3,75-4%. Il CPI di settembre, l’indice dei prezzi al consumo, ha poi mostrato un’inflazione in accelerazione che spinge a possibili ulteriori aumenti dei tassi. A inizio ottobre il decennale americano ha toccato un rendimento in area 5,3%, il livello più alto da oltre vent’anni. Per acquistare Treasury un investitore europeo o giapponese deve prima comprare dollari, e la domanda di valuta americana cresce.
Gli spread tra Treasury, Bund e titoli giapponesi

La forza diversa del dollaro contro euro e yen si spiega con il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato. Sul grafico lo spread tra il decennale americano e il Bund tedesco è all’1,664%, dopo il picco in area 1,80%. Il vantaggio del Treasury sul titolo tedesco si è ridotto, e il future sull’euro ha smesso di scendere. Lo spread tra il decennale americano e quello giapponese sale invece al 2,205%, in risalita dai minimi dell’estate con lo yen che perde forza.
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