BCE chiede stop a riserve in banca per le stablecoin: rischi sistemici costringono a cambio di regime. Ecco come
Richiesta da ESCB, che vuole cambiamenti importanti per le riserve delle stablecoin. Piaceranno anche al comparto, probabilmente.
Aggiornato 22/09/2026
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ESCB – istituzione che raccoglie BCE e le 27 banche centrali dell’euro zona – ha inviato formalmente una richiesta per l’eliminazione dell’obbligo di detenzione delle riserve presso le banche per chi emette stablecoin. A oggi è vigente – per le emittenti di certe dimensioni – l’obbligo di detenere almeno il 60% in cash non remunerato presso istituti bancari europei.
La richiesta è fondata su preoccupazioni concrete: in caso di dissesto o di momentanea difficoltà di una o più emittenti, potrebbe innescarsi la più classica delle bank run ai danni degli istituti che offrono questo tipo di servizi alle emittenti di stablecoin. ESCB consiglia di sostituire questo obbligo con quello di detenere asset a breve scadenza (meno di cinque giorni). La richiesta arriva nell’ambito delle consultazioni per il primo aggiornamento del MiCA, il complesso di regole che regolamenta criptovalute e stablecoin nell’Unione Europea.
La “strana” richiesta di ESCB
La richiesta può apparire bizzarra, se non si conoscono i motivi di tale richiesta. Oggi il MiCA impone a i gestori di certe dimensioni l’obbligo di depositare il 60% delle riserve presso banche europee. La norma è stata introdotta per tutelare chi detiene stablecoin in portafoglio. Se i denari delle riserve sono in banca, non c’è rischio di mancata conversione.
Questo meccanismo però, almeno secondo BCE e le altre banche centrali nazionali europee, espone il sistema bancario a rischi importanti. Nel caso di dissesto o di momentaneo panico, i prelievi di un determinato gestore di stablecoin potrebbero impattare in modo importante sulle banche che ne ospitano le riserve, innescando una corsa agli sportelli che colpirebbe non solo il gestore di stablecoin, ma potenzialmente anche concorrenti e/o soggetti al di fuori del mondo crypto.
È una preoccupazione legittima, che in realtà è già emersa da diversi approfondimenti pubblicati da BCE e da altre banche centrali di Paesi Membri.
Le riserve non saranno più sicure?
Per ora si tratta soltanto di un commento di ESCB sul MiCA e sui possibili futuri aggiornamenti. Ad ogni modo, ESCB consiglia di obbligare i gestori di stablecoin a investire le riserve in asset a brevissima scadenza (5 giorni al massimo) e dunque di rivolgersi ai prodotti money market.
Si tratterebbe di una soluzione simile a quella del GENIUS Act americano, dove però viene concesso ai gestori di investire le riserve in prodotti fino a 90 giorni di scadenza residua.
Problemi nell’implementazione del MiCA
ESCB si lamenta anche della mancata applicazione di diverse delle norme contenute nel MiCA. Nello specifico di quella che dovrebbe impedire l’accesso ai clienti residenti in Europa da parte di exchange che non hanno ancora ottenuto licenza o che non hanno intenzione di ottenerla.
Non è chiaro per il momento se si arriverà a un eventuale inasprimento di queste norme e delle relative pene.
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