Anthropic: 42 miliardi da Broadcom per comprare... i chip di Broadcom. L'azienda di Dario Amodei accusata di "circolarismo"
Dai prospetti di Anthropic emergerebbe uno strano accordo con Broadcom. Ecco in cosa consiste.
Aggiornato 01/10/2026
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Continua lo stillicidio di informazioni che sarebbero contenute nei prospetti di Anthropic per la quotazione in borsa. Ultima notizia calda, che sta girando già parecchio ai piani alti, è quella di un accordo con Broadcom dove quest’ultima avrebbe accettato di finanziare la costruzione di infrastruttura di Anthropic, con ben 42 miliardi di dollari. Fin qui nulla di particolare, se non fosse che c’è una riproposizione di quell’economia circolare AI già attaccata da Burry e da tanti altri investitori contrarian sulla tesi AI.
Sì, perché c’è uno scambio. In base a questo accordo, Anthropic diventerà il primo cliente per volumi dei chip di Broadcom il prossimo anno. Accordi simili se ne sono già visti nel settore e stanno diventando inoltre sempre più complessi, come quello inaugurato da Nvidia, pronta a fare da prestatrice di ultima istanza per chi costruisce data center che utilizzano i suoi prodotti. Un rischio che – almeno secondo i più cinici – continua a concentrarsi.
È un problema di Broadcom?
Non necessariamente, perché nell’accordo sarebbe inclusa la possibilità per l’azienda di fare riferimento anche a finanziatori terzi. E ci sarebbe anche la possibilità di convertire il prestito in azioni del gruppo. Difficile però che tali note, almeno secondo quanto si leggerebbe dal prospetto, arrivino sul mercato prima della IPO, per la quale ormai dovrebbero mancare poche settimane.
Tutto questo mentre continuano a montare polemiche a non finire non solo su Anthropic, ma più in generale sul ciclo dell’intelligenza artificiale. Polemiche che ripetono come un mantra la parola bolla, senza che questa però non solo si sia verificata, ma senza alcun tipo di scricchiolio almeno ai piani alti di questo comparto.
Economia circolare?
Il punto che si sottolinea è che i destini di tutte le aziende che partecipano al ciclo sono incrociati anche per questioni finanziarie come quella tra Anthropic e Broadcom. Produttori di hardware che finanziano produttori di modelli che a loro volta finanziano gli utenti affinché si abituino alle loro interfacce e possibilmente non possano più farne a meno.

Senza dubbio alcuno le principali aziende del settore hardware legato all’AI stanno avendo un ruolo proattivo se vogliamo nel ciclo di finanziamenti – ingenti – che sono necessari per costruire infrastruttura e ottenere potenza di calcolo. Sul fatto che il rischio sia concentrato, c’è probabilmente poco da dire: difficile immaginarsi che le aziende che hanno più beneficiato di questo ciclo possano salvarsi a corrente alternata se tutto dovesse venire giù.
Rimangono però questioni più da polemica sui social che di analisi economica. Gli incroci ci sono, e ci sarebbero anche senza questi finanziamenti. E da qualche parte gli importanti margini portati a casa da chi produce chip, memorie e più in generale hardware dovranno anche essere… reinvestiti.
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