Viene giù tutto. Warren Buffett ha una ricetta da 2 azioni per cavalcare il trend senza scottarsi troppo nel caso di crisi
Ci si può esporre verso il tech/AI anche senza fare capriole. Basta guardare in direzione dell'Oracolo di Omaha.
12:37 • Pubblicato 02/10/2026
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La preoccupazione di tutti gli investitori in azioni è la stessa: se dovesse davvero rompersi uno degli ingranaggi dell’economia globale – tra bond, prezzi stellari per l’energia, crescita in pericolo ovunque tranne negli USA – cosa fare delle puntate più rischiose nel settore tech? Per settore tech intendiamo, chiaramente, anche tutte le aziende che stanno correndo grazie al ciclo AI. Chi può contare infatti su profitti stellari nel corso degli ultimi mesi ha in portafoglio quasi certamente Micron, Samsung, Nvidia, Sandisk e Intel. Ma è l’unica scelta? Tutto o niente? Lascia o raddoppia?
Una possibile risposta arriva dal portafoglio di Warren Buffett, o meglio, da quello di Berkshire Hathaway. Non perché debba essere completamente immune da certi scossoni, ma perché tende a investire in modo più cauto di quanto facciano certe starlette dei mercati.
Si può mettere un po’ di tech
Le due posizioni nel tech (coinvolto anche nell’AI) di Warren Buffett sono note. Una è assai risalente (e paradossalmente in scarico da un po’), una è più recente.
Nel primo caso parliamo di Apple, azienda che ha costruito per Buffett un’autentica fortuna e che rimane comunque l’esposizione più importante di Berkshire Hathaway in termini di controvalore.
Nel secondo caso parliamo invece di Google, per quello che è un impegno assai più recente, che sta crescendo con il nuovo CEO Greg Abel, ma che Warren Buffett rivendica assolutamente come proprio. Sono stato io a dargli inizio, ha affermato poche settimane fa, confermando così che anche una vecchia volpe che ama gli altrettanto vecchi pollai di energia, immobiliare e banche, può esporsi.
Cosa ci indicano questi movimenti?
Ci indicano che chi ha paura per eventuali crolli farebbe bene a orientarsi verso aziende che hanno un business esterno al trend del momento. Se dovesse davvero venire giù tutto in termini di corsa AI, aziende come Apple, Google, ma anche Amazon e Microsoft, potranno comunque contare su profitti che arrivano dalle loro storiche attività.
Chi ha visto decuplicare i propri margini per la vendita di memorie (oggi richiestissime, nel caso di fine del boom AI, chissà) è certamente più a rischio. Questo non vuol dire che la corsa dovrà fermarsi a breve, ma che chi vuole correre meno rischi ha una ricetta relativamente pronta.
Ok, ma viene davvero giù tutto?
Della particolare situazione economica abbiamo parlato (e stiamo continuando a parlare) sul nostro Canale Telegram VIP. I numeri che arrivano dall’Europa e più in generale dall’inflazione globale non sono un granché. La crisi energetica è viva, lotta contro di noi e potrebbe causare sconquassi importanti. E c’è chi inizia a dubitare della capacità perpetua delle società del ciclo AI di raccogliere capitali e spenderli alla velocità della luce.
Anche nel periodo che potrebbe precedere del panico però, è il caso di sedersi e… ragionare.
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