Tether citata in giudizio a New York per il congelamento di 2,76 milioni di dollari di Conduit, società di pagamenti brasiliana
Ancora una citazione in giudizo per Tether per il congelamento di USDT che erano di proprietà di Conduit.
20:37 • Pubblicato 06/10/2026
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Conduit, società che si occupa di pagamenti cross border, ha citato in giudizio Tether in seguito al congelamento di 2,76 milioni di dollari in token USDT, la stablecoin del gruppo. Secondo Conduit, Tether non avrebbe avuto titolo per congelare i fondi e non li avrebbe sbloccati anche dopo le richieste.
Il congelamento sarebbe avvenuto in seguito alle indagini della polizia brasiliana su Onix, un intermediario che utilizzava i servizi di Conduit. Ad ogni modo, la polizia brasiliana non avrebbe mai indicato il wallet di Conduit come indirizzo coinvolto nelle indagini. Per questo motivo il gruppo brasiliano ha citato Tether in giudizio nel Southern District di New York, chiedendo sia lo scongelamento dei fondi, sia la compensazione dei danni.
Il wallet, scrive Conduit, era utilizzato per il supporto delle proprie attività commerciali e il suo congelamento equivarrebbe al blocco di un conto bancario. Tutto questo, scrive il gruppo brasiliano, mentre Tether continua a riscuotere interessi sulle riserve di quegli USDT.
Chiesto il 100% di danni
Oltre allo sblocco della somma – per 2,76 milioni di dollari – Conduit ha richiesto danni per una somma equivalente, somma che includerebbe sia i danni sopportati dall’azienda, sia gli interessi incamerati da Tether.
Per ora non ci sono commenti ufficiali di Tether e l’azienda non ha ancora risposto alla richiesta di informazioni da parte di Criptovaluta.it®.
Non è la prima volta che Tether viene citata in giudizio per il congelamento di somme. Il 31 agosto del 2026, il gruppo è stato citato in giudizio nel medesimo distretto da parte di due uomini d’affari thailandesi, che accusano l’azienda di aver congelato fondi in anticipo di quattro mesi rispetto a qualunque tipo di ordine da parte delle autorità.
Quest’ultimo caso si riferisce al blocco di USDT su 10 indirizzi Ethereum, che era avvenuto il 30 ottobre 2025, per un totale di circa 42 milioni di dollari.
Alla richiesta di sblocco da parte dei due uomini d’affari, Tether avrebbe indicato un’indagine di un’agente speciale di HSI, indagine che però, almeno secondo i ricorrenti, non avrebbe costituito sufficiente base legale per procedere con il congelamento dei fondi. L’ordine di congelamento sarebbe arrivato soltanto il 19 febbraio del 2026, sempre secondo la ricostruzione del gruppo.
Non è chiaro per il momento quanto siano fondate sia le accuse dei due thailandesi, sia quelle più recenti di Conduit.
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