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Sequestrati 39 bancomat Bitcoin e 38.000 euro in contanti. Accuse di riciclaggio per i gestori

Interviene la Procura di Bologna. Stop alle attività per rischio riciclaggio e assenza di licenze.

14:25 • Aggiornato 14/05/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

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AGGIORNAMENTO: in fondo all’articolo il comunicato che Bitomat ha condiviso con Criptovaluta.it®

Scatta il sequestro da parte della Guardia di Finanza su ordine della Procura di Bologna per 39 “bancomat” che offrivano Bitcoin anche in cambio di contanti. La società che li amministrava, con sede nella città emiliana, avrebbe infatti operato senza regolare licenza in Italia almeno dal 1° gennaio 2026. È stata inoltre disposta l’amministrazione giudiziaria per la società in questione. Bitcoin da intermediari regolari?

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I bancomat Bitcoin erano presenti in 29 province italiane e non sarebbero più accessibili. Secondo quanto riportato dal comunicato stampa, la società avrebbe offerto servizi di cambio per milioni di euro. Sempre secondo lo stesso comunicato, circa il 20% delle transazioni sarebbero state a rischio riciclaggio.

Fine dei giochi?

Probabilmente sì. Si chiude con un sequestro e l’amministrazione giudiziaria l’avventura di decine di bancomat, riconducibili a una non meglio precisata (dal comunicato) società bolognese incorporata in forma di SRL. La società avrebbe infatti operato non solo priva delle necessarie licenze e autorizzazioni, ma avrebbe (queste le accuse) offerto servizi di scambio da contante a Bitcoin per il 20% circa dei volumi in transazioni ad elevato rischio di riciclaggio.

Diversi dei soggetti – sempre secondo quanto riportano giornali e comunicati stampa – con accesso al servizio sarebbero accusati di gravi reati, cosa che avrebbe spinto la Procura a intervenire con il sequestro.

Non è la prima volta che la giustizia si muove per limitare scambi da e per crypto contro contanti. Il caso di Franco Lee – noto personaggio del giro e delle convention – che aveva portato poi a ulteriori arresti all’interno di una rete più ampia.

Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori informazioni. I bancomat non sono più in condizioni di operare su tutto il suolo nazionale. Erano presenti in almeno 29 province italiane e non torneranno probabilmente più operare.

All’interno dell’operazione sarebbero stati sequestrati anche 380.000 euro in contanti oltre che a 39 dispositivi ATM. Posto sotto sequestro anche il sito internet dell’attività.

ATM Bitcoin: una lunga storia di sequestri e limitazioni

Non solo in Italia, ma anche in altri paesi, come USA e Australia. Le attività di scambio di contante contro criptovalute sono sottoposte, a seconda della giurisdizione, a diverse leggi in termini di antiriciclaggio, KYC, ottenimento delle relative autorizzazioni.

Leggi che, in questo caso, sarebbero state violate dal gestore dei 39 bancomat presenti su tutto il territorio nazionale.

AGGIORNAMENTO: Il comunicato di Bitomat

Bitomat, la società oggetto dei sequestri, ha condiviso con Criptovaluta.it® il seguente comunicato:

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Caporedattore e Content Strategy

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  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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