S&P 500 e Bitcoin, settembre nero? Il 2026 potrebbe smentire i dati storici
Settembre nero per Wall Street e Bitcoin? I dati storici mostrano debolezza, ma il 2026 presenta statistiche che si contraddicono
10:47 • Pubblicato 02/09/2026
Scritto da Alex Lavarello
Senior Technical Analyst & Trader
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Giornalista finanziario
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Settembre si porta dietro da decenni la fama di mese peggiore dell’anno per i mercati finanziari. Le serie storiche più lunghe arrivano dall’azionario, con quasi un secolo di dati su Wall Street. Per le crypto la storia è più corta, ma il campione disponibile racconta un effetto stagionale negativo persino più marcato. Vediamo quindi i numeri reali che si nascondono dietro la leggenda del settembre nero.
Wall Street, i numeri storici del settembre nero
Dalla nascita dell’indice nel 1957 l’S&P 500 ha perso in media lo 0,6% a settembre, unico mese dell’anno con rendimento medio negativo. Dal 1950 le chiusure mensili negative sono il 56% del totale, il tasso peggiore dell’intero calendario, come si può osservare dalla tabella allegata.
| Statistica | Valore |
|---|---|
| Rendimento medio dal 1957 | -0,6% |
| Chiusure di settembre negative dal 1950 | 56% |
| Chiusure di settembre positive dal 1950 | 44% |
| Perdita media nelle chiusure negative | -3,8% |
| Guadagno medio nelle chiusure positive | +3,2% |
| Media seconda metà del mese | -0,91% |
C’è poi un’asimmetria pesante nei risultati, con una perdita media del 3,8% negli anni negativi e un guadagno medio del 3,2% in quelli positivi. Prendendo tutti i mesi della storia dell’S&P 500 e ordinando le 40 perdite mensili più pesanti di sempre, 9 di quelle 40 sono arrivate in un mese di settembre. Nessun altro mese del calendario compare così spesso tra i grandi crolli, con ottobre al secondo posto a quota 6.
Le condizioni particolari del 2026 con le elezioni midterm
Storicamente la debolezza si concentra nella seconda metà di settembre, che vale in media un -0,91% ed è il peggior periodo di 2 settimane dell’anno.
| Scenario | Rendimento medio di settembre |
|---|---|
| Tutti gli anni dal 1950 | -0,6% |
| Anni di elezioni midterm | -1,5% |
| Agosto positivo e rialzo annuo tra 10% e 17,5% (caso 2026) | +1,0% |
Il 2026 è poi un anno di elezioni midterm, cioè le elezioni americane di metà mandato che rinnovano il Congresso. In questi anni particolari il rendimento medio di settembre peggiora fino a un -1,5%.
Esiste però una statistica di segno opposto elaborata da Carson Group sui dati dal dopoguerra. Quando agosto chiude positivo e il rialzo da inizio anno resta tra il 10% e il 17,5%, settembre rende in media un +1%. Il 2026 rientra in entrambi gli scenari e le 2 statistiche quest’anno si contraddicono a vicenda, o meglio si sposano con la particolarità di questi ultimi 12 mesi.
Bitcoin, un settembre ancora più marcato
La serie storica di Bitcoin è molto più corta e abbiamo dati affidabili dal 2011 al 2025. In questo arco di tempo a settembre Bitcoin perde in media il –4,62%, unico mese con rendimento medio negativo come si può osservare nella tabella allegata.

Le chiusure mensili in rosso sono 9 su 15, con una perdita media del 12,3% negli anni negativi. Il quadro recente racconta però una svolta, perché dal 2023 al 2025 sono arrivate 3 chiusure positive consecutive. La serie ha interrotto i 6 settembre negativi di fila registrati tra il 2017 e il 2022 che hanno sposato l’andamento negativo storico di S&P 500.
Il rovescio della medaglia e la forza di ottobre
Lo studio della stagionalità offre anche il lato opposto della storia, perché ottobre è storicamente un mese di recupero ed è noto come Uptober. Su Bitcoin il mese vale in media un +13,9% ed è il secondo migliore dell’anno.
Sull’S&P 500 ottobre rende in media un +0,9% considerando tutti gli anni dal 1950. Negli anni di elezioni midterm come il 2026 la media di ottobre sale invece fino a un +3%. La stagionalità resta comunque un contesto statistico e non un segnale operativo affidabile per il singolo anno. Le serie statistiche sono fatte anche per essere rotte.
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