68 miliardi di data center USA fermati dalle comunità locali: cresce opposizione al mondo AI. Presto la resa dei conti
Cresce l'opposizione negli Stati Uniti: in tre mesi fermati o rinviati numerosi investimenti. Sarà caso politico.
10:07 • Pubblicato 21/09/2026
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Secondo i dati diffusi da Data Center Watch, nel solo periodo tra aprile e giugno 2026, negli Stati Uniti sarebbero stati bloccati progetti per data center per 68 miliardi di dollari di controvalore. È un segnale di enorme importanza per quanto riguarda l’opposizione a questo tipo di attività, motivata politicamente (e non solo) e che coinvolge ormai centinaia di comunità locali negli Stati Uniti. Il tema sarà di enorme rilevanza per le prossime elezioni midterm di novembre, con i repubblicani che in via generale sostengono il settore e i democratici che invece cominciano a cavalcare l’ondata di opposizioni ai progetti.
Diverse comunità locali continuano a spingere per moratorie – che rinviano le costruzioni a date future – oppure su ban veri e propri. Circa 30 stati, anche tra quelli inizialmente più aperti all’arrivo dei data center hanno già implementato regole, limitazioni e moratorie su diversi livelli.
Continuano ad emergere nuovi gruppi, l’opposizione sta comparendo in diversi stati e giurisdizioni, le firme per petizioni online continuano ad aumentare.
Questo è il commento di Miquel Vila, analista principale di Data Center Watch, think tank che si occupa di AI e che è un progetto interno di 10a Labs, società che si occupa appunto di intelligenza artificiale.
L’opposizione sta diventando bipartisan
L’opposizione alla costruzione di nuovi data center non è un fatto nuovo. Esisteva già quando i data center erano meno centrali nell’economia degli Stati Uniti e anche il mondo BTC83.994 $▲ +4,65% ha dovuto subire attacchi simili. Rumore, temperature, fastidi, moventi politici: c’è una combinazione di fattori che li rende particolarmente indigesti a tante comunità locali degli Stati Uniti.
La novità più recente non è soltanto nei numeri, che sono in crescita, ma anche la partecipazione di località e giurisdizioni storicamente repubblicane. C’è dunque una doppia frattura: una tra politica locale e politica federale, e una tra Partito Repubblicano delle contee e degli stati e Partito Repubblicano alla Casa Bianca.
È fatto noto che Donald Trump e la sua amministrazione non abbiano alcuna intenzione di rallentare su questo tema, che ritengono cruciale affinché gli USA vincano la prossima e fondamentale battaglia per il predominio dell’economia globale.
Donald Trump, in aggiunta, è convinto che qualunque tipo di rallentamento possa essere funzionale al recupero della Cina. Lo stesso Trump si è recentemente scagliato contro le richieste di rallentamento da parte di Dario Amodei, Sam Altman e Elon Musk sui modelli di frontiera.
Sarà un problema che avrà una soluzione intermedia durante le elezioni midterm. Barack Obama ha consigliato infatti ai candidati democratici di fare della regolamentazione dell’AI – sia in termini di sviluppo che di data center – il punto centrale dei loro programmi politici. Con ogni probabilità vedremo dunque proteste, moratorie, tentativi di sabotaggio politico essere tema centrale non solo per le prossime elezioni, ma anche per le prossime, che saranno le presidenziali del 2028.
È un problema per le società del comparto?
Cresce in contemporanea il movimento che vorrebbe creare data center anche altrove: si spinge in Europa, si spinge in Asia, si spingerà anche altrove. In aggiunta, SpaceX sta lavorando per portare i data center nello spazio, progetto che però gli avversari storici di Elon Musk ritengono essere eccessivamente ottimista.
Difficile che ci siano comunque conseguenze nell’immediato. Chi ha già capacità da offrire sarà probabilmente privilegiato, ma i nuovi accordi potrebbero continuare a subire rallentamenti. Sarà una situazione in evoluzione, che con ogni probabilità avrà impatti politici importanti e che si trasformerà in una gatta da pelare almeno per chi ha bisogno di comprare potenza di calcolo. L’orizzonte però da tenere in considerazione è probabilmente di mesi e non di settimane.
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NYMBY della stessa portata del nucleare con forse ancora più ignoranza ideologica.
Alla fine in tanti hanno capito che sono anche serbatoi di voti