Il favore di Fed ai mercati: John Williams dice che non c'è fretta per i tassi. Giù le possibilità di aumento a ottobre
John Williams invita tutti alla calma e dice che si potranno aumentare, se ci sarà la necessità, più avanti.
Aggiornato 29/09/2026
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I mercati hanno già quasi prezzato un aumento dei tassi negli Stati Uniti durante il prossimo meeting, quello di fine ottobre. John Williams di Fed New York ha provato però a raffreddare i bollenti spiriti, indicando che di urgenza in realtà non ce n’è – e che si potrà procedere con eventuali rialzi più avanti nell’anno. Dato che mancano due meeting, si tratterebbe di dicembre.
John Williams ha un peso specifico importante all’interno del FOMC e per quanto possa parlare soltanto a suo nome, il messaggio che ha inviato difficilmente non sarà preso in considerazione dai mercati.
Non c’è bisogno di affrettarsi
Il messaggio è una volta tanto chiaro. John Williams di Fed è infatti intervenuto parlando dell’attuale situazione sui tassi di interesse. O meglio, sulle aspettative che i mercati hanno sulla prossima decisione di Federal Reserve. Durante un intervento all’Università di Buffalo, il membro di Fed (e che vota all’interno del FOMC) ha affermato:
Dopo l’azione di settembre, non c’è bisogno di affrettarsi e abbiamo tempo per raccogliere più informazioni. L’accumulo dei dati dovrebbe offrirci maggiore chiarezza sui trend dell’economia e i rischi riguardo i nostri obiettivi, e dunque aiutarci a fissare la politica monetaria.
Sono parole in contrasto con quanto è stato affermato da altri partecipanti al FOMC e anche con quanto i mercati avevano come aspettative almeno fino a poche ore fa.
Dopo la pronuncia di Williams e anche dopo JOLTS poco entusiasmanti, i mercati sono infatti passati dal prezzare al 70% i rialzi al prezzarli il 50%.
Un movimento che dimostra almeno due cose: la prima è che certe previsioni, anche quando ricavate dal posizionamento degli operatori come nel caso di FedWatch Tool, possono cambiare molto rapidamente. La seconda è che il chiacchiericcio (come lo chiama qualcuno) dei membri del FOMC sui tassi e sulle prossime decisioni ha un impatto importante sul mercato.
È il motivo per cui il nuovo presidente di Federal Reserve, Kevin Warsh, preferirebbe meno esposizione pubblica da parte dei membri votanti della più importante riunione monetaria del mondo.
Ha ragione lui?
Come si può evincere facilmente dal grafico che riportiamo, in realtà John Williams è storicamente tra le colombe, ovvero tra i membri del FOMC che sono più restii agli aumenti dei tassi.
Ha comunque un buon peso specifico – e segnala che comunque non vi è concordia su quella che sarà la prossima decisione. Manca un mese esatto, di evoluzioni potranno essercene tante. I mercati intanto cercano un recupero, lasciandosi alle spalle le importanti preoccupazioni aggiuntive sulla politica monetaria. Qui puoi leggere il discorso integrale di John Williams.
In attesa di tanti altri speech in settimana
Sarà una settimana particolarmente ricca di interventi. Il 30 settembre toccherà a Barkin, Cook e Goolsbee, che probabilmente contribuiranno a dire la loro sul tema tassi, per quanto dei tre soltanto Cook ha voce in capitolo nel 2026 in termini di voto all’interno del FOMC.
Nel complesso gli interventi di questa settimana da parte di membri di Fed saranno 19. Il grafico di cui sopra, il FedWatch Tool, potrebbe continuare a oscillare in modo importante.
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