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Aveva comprato 20 Bitcoin a pochi spiccioli 15 anni fa: oggi questo utente incassa 1,7 milioni. L'investimento ha reso 24.000 volte tanto

C'è chi la chiama fortuna, chi lungimiranza: in ogni caso, questo investitore ha appena incassato un profitto stellare dal suo investimento in Bitcoin.

14:17 • Pubblicato 30/09/2026

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Scritto da Alessandro Adami

DeFi & On-Chain Specialist

Fact Checked
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Storie come queste non se ne leggono tutti i giorni e con il passare degli anni è probabile che i risvegli dei veterani di Bitcoin diventeranno un evento sempre più raro. Poche ore fa gli analisti on-chain hanno segnalato la presenza di una transazione in uscita di 20 Bitcoin da un wallet che era rimasto inattivo per oltre un decennio. L’utente che controlla quel wallet aveva mosso i suoi primi passi nel settore a gennaio 2011, quando la criptovaluta valeva meno di 1 dollaro.

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Oggi, le monete che ha appena prelevato hanno un controvalore di mercato di 1,7 milioni di dollari, aumentato di oltre il 2.000.000% rispetto al prezzo di 15 anni fa. A questo punto è verosimile – anche se non scontato – che il fortunato e lungimirante utente procederà a vendere quanto appena spostato, godendosi i frutti dell’investimento che ricorderà come il più azzeccato della sua vita.

I numeri di un trade durato 15 anni: Bitcoin all’epoca non valeva quasi nulla

Nel 2011 questo utente era molto attivo sulla blockchain, decisamente molto più di quanto lo sia stato negli ultimi anni. In quel periodo, da ciò che possiamo leggere attraverso i dati on-chain, aveva effettuato decine di transazioni, accumulando i suoi primi BTC83.809 $▼ -0,60% attraverso il mining, che all’epoca si svolgeva direttamente dal proprio PC senza bisogno di implementare hardware più potenti come GPU o ASIC.

In diverse circostanze ha anche interagito con la piattaforma Braiins Mining, un servizio che permetteva ai miner domestici di unire la propria potenza di calcolo per minare in gruppo e dividersi le ricompense. Così facendo l’utente si era assicurato decine e decine di $BTC a un prezzo praticamente irrisorio. Molte di queste coin, però, furono spese appena pochi mesi dopo, mentre una parte potrebbe essere andata definitivamente perduta.

In quell’indirizzo, etichettato “1GScNju5W7LEZ8hRkdtgnddJChZU4AiLHe”, gli erano rimasti appena 20,43 $BTC, che aveva acquisito a un prezzo di mercato di circa 3-4 dollari l’uno, per una spesa complessiva di appena 70 dollari (il costo per minarli potrebbe essere stato addirittura più basso, N.d.R.). Oggi, quelle monete valgono 1,7 milioni di dollari.

Utente Bitcoin torna attivo dopo 15 anni

Ipotizzando che ora queste monete vengano vendute, il rendimento netto dell’operazione si attesta esattamente al 2.428.471%, pari a un guadagno di 24.000 volte rispetto all’investimento iniziale. Un profitto simile a quello di questo veterano che aveva acquistato 600 $BTC nel 2012.

Non è solo fortuna: l’utente era sopravvissuto a Mt. Gox e Silk Road

C’è chi dirà che questa è solo buona sorte e che l’utente sia stato fortunato a scomparire per 15 anni e riapparire solo ora – magari per aver ritrovato la chiave privata precedentemente smarrita – con Bitcoin che ha raggiunto prezzi impensabili per gli standard dell’epoca. In realtà, lo storico delle sue transazioni ci offre qualche dettaglio in più, mostrandoci che c’è qualcosa di più del mero destino.

Infatti, nel 2011 questo veterano ha attraversato non poche peripezie, riuscendo comunque a preservare quei 20,43 $BTC che ora gli garantiscono una buona pensione. Nello specifico, aveva inviato 10 $BTC a Mt. Gox, exchange poi fallito qualche anno più tardi a causa di un furto informatico, e altri 22,63 $BTC su Silk Road, piattaforma del dark web che nel corso della sua breve storia fu anch’essa colpita da un hack.

Non abbiamo la conferma che quelle monete siano andate perse, ma c’è la possibilità che l’utente in questione possa aver concretamente perso l’accesso a tali fondi che, ai prezzi attuali, varrebbero circa 2,73 milioni di dollari.

Storico transazioni Bitcoin
Storico delle transazioni Bitcoin dell’utente – Fonte dati: https://arkm.com

Leggiamo tuttavia anche di ulteriori 62,73 $BTC trasferiti in due transazioni differenti su indirizzi pseudoanonimi, insieme ad altre decine di monete movimentate nel corso del 2011. Di questi fondi non possiamo sapere se l’utente li abbia effettivamente spesi in seguito o se abbia perso, anche in questo caso, l’accesso ai relativi indirizzi.

È tuttavia possibile che una parte di tali Bitcoin sia stata venduta o utilizzata per realizzare profitti, il che potrebbe spiegare perché l’utente non abbia avuto necessità di liquidare anche i 20,43 $BTC rimasti. In altre parole, potrebbe aver già incassato milioni dal suo investimento iniziale, lasciando il resto in attesa per tutti questi anni.

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DeFi & On-Chain Specialist

Ordine dei Giornalisti delle MarcheFondatore del chapter Legal Hackers di Civitanova MarcheVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
  • Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
  • Options flow e derivati
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", è un giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, esperto in materia di finanza decentralizzata ed applicazioni web3. Investe e segue da vicino gli sviluppi dei progetti Ethereum e Chainlink.

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