A Wall Street ETF su Bitcoin e crypto a leva: arriva l'ok di SEC per prodotti super speculativi
Partono gli ETF su Bitcoin ed Ethereum a leva 3x. SEC firma l'ok, pronti alla quotazione in borsa al Cboe.
Aggiornato 03/10/2026
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Bitcoin ed Ethereum hanno la reputazione di essere asset molto volatili, adatti soltanto ai non deboli di cuore e a chi può sopportare anche correzioni del 20, 30 o 50% durante i bear market. La cosa non sembra però spaventare né VolatilityShares, né SEC, che a poco dalla chiusura dei mercati di venerdì 2 ottobre, ha approvato il listing di prodotti che replicheranno l’andamento di BTC ed ETH con leva 3x.
A commercializzarli sarà appunto VolatilityShares, gestore già specializzato in ETF a leva sulle principali azioni, che per l’occasione ha lanciato anche altri ETF a leva su materie prime come oro e argento.
Arriva l’OK di SEC
Con il solito lungo e ripetitivo documento, è arrivato l’OK di SEC al listing di diversi ETF con leva 3. Sono stati infatti approvati per lo sbarco al Cboe:
- 3x Gold ETF che investirà sull’oro;
- 3x Silver ETF che investirà sull’argento;
- 3x Bitcoin ETF che investirà appunto su
BTC84.806 $▼ -1,93%;
- 3x Ethereum ETF che investirà in ETH;
- 3x Crude Oil ETF che investirà in greggio, sempre a leva;
- 3x Natural Gas ETF che investirà in gas naturale.
Si tratta dunque di un pacchetto completo di prodotti finanziari con leva 3x, su asset che la legge USA tratta da commodity, ovvero da materie prime e che avranno un profilo di rischio piuttosto elevato.
Gli ETF a leva, così come le posizioni dei singoli, possono essere liquidate. Con le azioni e gli ETF su indici a leva è già avvenuto, ad esempio con GraniteShares 2x Long LCID, che in seguito al crollo del titolo il 14 luglio 2026 ha azzerato il suo capitale. Sono casi rari, ma non impossibili.
Sono buoni prodotti per gli investitori?
In realtà queste configurazioni specifiche possono avere senso per due categorie di investitori: quelli che vogliono speculare in stile YOLO – si vive una volta sola – e quelli che vorrebbero coperture magari da posizioni short con spese relativamente modeste e quote che saranno relativamente liquide.
Ad ogni modo, non saranno ETF che saranno commercializzati in Europa. Saranno disponibili soltanto negli Stati Uniti, al Cboe e a meno di non rivolgersi a broker particolari, saranno di fatto inaccessibili per chi investe in Italia e dall’Italia.
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