Bitcoin ed Ethereum scendono, ma il vero allarme arriva dal debito USA: rendimenti ai massimi da oltre vent’anni
Crypto in calo a ottobre, Wall Street perde terreno e Treasury accelerano. Il petrolio Brent sopra 102$ aggiunge nuove tensioni ai mercati e pesa sull'Europa.
08:17 • Pubblicato 08/10/2026
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La giornata di ieri ha visto una contrazione generale che ha colpito il mondo delle crypto e i principali listini azionari. La debolezza più marcata arriva soprattutto dall’Europa e dalla crescita dei rendimenti obbligazionari americani con la curva lunga in decisa accelerazione. Stamattina i futures azionari aprono in lieve ribasso mentre Bitcoin ed Ethereum proseguono con cali più marcati.
Bitcoin ed Ethereum scivolano e ottobre vira in rosso
Il settore crypto conferma una discesa generalizzata che negli ultimi giorni non ha risparmiato quasi nessuno. BTC82.849 $▼ -1,70%, dopo una chiusura negativa di ieri del -2,61%, prosegue il calo oggi con un -0,80% e attualmente quota 82.600 USDT. Ancora più marcata la discesa di Ethereum, che ieri ha registrato un calo del -4,47%. Attualmente quota 2.570 USDT e in ottobre segna una contrazione del -4%, che porta il ribasso annuale a -13,75%.

Il mese di ottobre ha spinto in negativo gran parte delle crypto, come si può vedere nella tabella allegata. Resta in controtendenza Monero, che si mantiene in positivo su tutti i time frame, dall’andamento daily di oggi fino a quello annuale.
Wall Street lascia sul terreno i record di martedì

I futures sui principali indici americani hanno abbandonato i massimi storici toccati appena due sedute fa, martedì scorso. Il future sull’S&P 500 ha chiuso a 7.852,75 punti, in flessione del -0,27% nella giornata di ieri. Il future sul Nasdaq ha ceduto il -0,26%, scendendo a 31.402,25 punti dopo l’ATH segnato nei due giorni precedenti. I nuovi record avevano riguardato soltanto S&P 500 e Nasdaq, mentre il Dow Jones resta debole e ieri ha perso il -0,71% a 51.449 punti. Anche le aperture odierne restano negative, confermando che la pressione del rialzo dei rendimenti pesa ancora sull’umore degli investitori.
L’intelligenza artificiale sostiene ancora il mercato
Nonostante la correzione, la spinta dei titoli legati all’intelligenza artificiale continua a sostenere l’intero mercato americano. Tra i semiconduttori spicca Micron, salita del +4,06% nella seduta di ieri e in rialzo del 268,66% da inizio anno. Anche Amazon ha chiuso in positivo del +1,42%, mentre Nvidia si è limata soltanto a un +0,74% attestandosi ad un +25,09% annuo. Su base weekly resta molto forte anche Marvell, in progresso del +8,68% pur avendo ceduto qualcosa ieri. A pesare sul listino è stata soprattutto Meta, arretrata del -2,38% e tra i peggiori delle Big Tech.
I rendimenti dei Treasury corrono al rialzo
Il vero motore della pressione sui mercati resta la corsa dei rendimenti obbligazionari dei Treasury degli Stati Uniti che si sta ripercuotendo anche sull’Europa. Il rendimento del T-Note decennale è salito al 5,307%, un livello che non si vedeva da oltre vent’anni. Il trentennale ha raggiunto il 5,698%, mentre il biennale si attesta al 4,781%. La salita coinvolge quindi tutte le scadenze, con la parte lunga della curva che accelera più di quella breve. Questo movimento riflette i timori sull’inflazione e le attese di una Federal Reserve ancora orientata al rialzo dei tassi.
Il Brent sopra 102 dollari frena l’Europa

Sul fronte delle materie prime il petrolio resta il grande protagonista e condiziona soprattutto i listini europei. Il Brent, il greggio di riferimento europeo, quota 102,36$ con un rialzo del 2,16% nella seduta di ieri e una crescita del +4,90% in ottobre. Il greggio americano WTI resta invece più debole, in calo sul mese del -0,50% e attualmente quota 89$. A sostenere i prezzi ci sono le tensioni nello Stretto di Hormuz e i nuovi attacchi alle petroliere nella regione. Sullo sfondo proseguono i segnali diplomatici tra Stati Uniti e Iran, che però per il momento non hanno prodotto ancora risultati concreti.
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