Charles Hoskinson di Cardano attacca Vitalik Buterin di Ethereum: FUD sul tema quantum per interessi economici
Ancora una volta, è Cardano contro Ethereum. Al centro del dibattito c'è il team della sicurezza crittografica post-quantistica.
17:47 • Pubblicato 09/10/2026
Gli articoli di Criptovaluta.it® sono scritti e verificati da giornalisti e analisti specializzati, sotto la direzione di Alessio Ippolito — giornalista iscritto all’ODG* del Lazio, imprenditore digitale dal 2008 e Popular Investor Champion su eToro. Ogni articolo segue il nostro processo editoriale verificato.
Charles Hoskinson è furioso contro Vitalik Buterin. Il fondatore di Cardano ha pubblicato un lungo post, ricco di dettagli tecnici, in cui accusa il suo ex collega dei tempi della nascita di Ethereum di alimentare timori infondati sulla sicurezza della crittografia post-quantum. In ballo, secondo le sue parole, ci sarebbero gli interessi economici della Foundation, che proprio ieri aveva invitato la comunità ad iniziare a mettere al sicuro le proprie criptovalute dalla minaccia rappresentata dal calcolo quantistico.
Non è la prima volta che Hoskinson si scontra con Vitalik, ma a questo giro la discussione sembra aver assunto toni particolarmente accesi. Tutto il discorso ruota attorno alla differenza tra le strade che le due blockchain hanno scelto per affrontare le sfide tecnologiche del futuro: Ethereum punta sulle funzioni di hash, mentre Cardano sulla matematica dei reticoli.
Charles Hoskinson si schiera contro Vitalik Buterin sul tema quantum
Per comprendere il senso di questa critica dobbiamo fare un passo indietro. Da mesi ormai l’Ethereum Foundation, insieme a Vitalik e ai suoi ricercatori – tra cui il noto Justin Drake – sta spingendo per accelerare il processo di aggiornamento della blockchain verso standard di sicurezza in grado di resistere ai futuri computer quantistici.
Gli standard resistenti al quantum includono nuovi sistemi di firma digitale basati sulle funzioni di hash, che sostituirebbero gradualmente quelli attuali basati sulle curve ellittiche, considerate vulnerabili.
Inoltre, ieri in casa Ethereum si è parlato molto della necessità di “mettere le crypto in un bunker” (tradotto: spostare gli asset su indirizzi con chiave pubblica non esposta) prima del previsto. Secondo gli esperti del network, l’evoluzione dei modelli AI potrebbe accelerare l’arrivo incombente del Q-day, richiedendo quindi di intervenire al più presto.
In realtà, lo stesso Vitalik ha anche assunto un tono più prudente rispetto a quello utilizzato da Justin Drake, affermando che non è ancora necessario avviare una migrazione di massa degli indirizzi. Ad ogni modo, a Charles Hoskinson non sembrano essere piaciute le frecciatine contro i “reticoli” utilizzati da Cardano, così come pare non aver gradito l’ipotesi secondo cui l’intelligenza artificiale stia ampliando le superfici di attacco in campo blockchain.
Funzioni di hash vs reticoli: Ethereum contro Cardano
Senza scendere troppo nei tecnicismi, è importante capire in che modo differiscono le due soluzioni scelte dai rispettivi network di ETH2.489 $▲ +1,56% e $ADA per affrontare i futuri problemi legati al quantum e al miglioramento dei sistemi AI.
Ethereum ha scelto la via della semplificazione, concentrandosi su firme basate su hash e prove STARK: si tratta di un’impostazione rigida che richiede però meno matematica complessa e che riduce i potenziali vettori di attacco sfruttabili dai modelli AI più sofisticati.
Cardano ha invece indicato come strada possibile quella dei reticoli, ossia una famiglia di sistemi basati su problemi geometrici molto complessi, che consentono di mantenere relativamente contenuta la dimensione delle firme e delle chiavi. In questo caso la soluzione è più efficiente dal punto di vista della scalabilità, ma potenzialmente anche più vulnerabile ad attacchi esterni, in quanto presenta una superficie di calcolo più ampia.
Vitalik sta agendo per interessi economici, secondo Hoskinson
Ora arriviamo al succo del discorso: Vitalik dichiara pubblicamente che i reticoli sono troppo pericolosi nell’era del quantum e dell’AI, e suggerisce di implementare chiavi di grandi dimensioni (oltre 10 volte le dimensioni attuali) e di agire con prudenza. Hoskinson obietta dicendo che non ci sono ancora studi che dimostrino la debolezza delle strutture crittografiche basate su reticoli.
Lo stesso fondatore di Cardano sostiene che Vitalik stia diffondendo FUD in merito alla presunta capacità futura dell’intelligenza artificiale di rompere questi sistemi, con la comunità scientifica che non avrebbe ancora trovato punti deboli in oltre 40 anni di studio. Cita anche lo scarso supporto empirico che dimostri che le funzioni di hash siano considerate effettivamente più sicure rispetto ai reticoli.
In parole semplici, Hoskinson non è affatto preoccupato né per il quantum né per l’AI, almeno non nel breve termine, indicando anche costi troppo elevati per una migrazione di massa. In una precedente apparizione aveva indicato il 2033 come anno del cosiddetto Q-day. Vitalik appare invece più spaventato sul tema, tanto da aver sollecitato la comunità a intervenire con misure protettive entro il 2029, come indicato nella nuova roadmap.
Per la mente di Cardano, questi timori sono solo frutto di un grosso conflitto di interessi. La Foundation ha investito tantissimo sulla ricerca delle funzioni di hash, e a questo punto non può tornare indietro e ammettere che quanto costruito fino ad oggi non sia realmente necessario.
DeFi & On-Chain Specialist
Expertise
- Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
- Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
- Options flow e derivati