Wall Street e Borse asiatiche crollano dopo l’inflazione USA: Bitcoin e crypto in profondo rosso
Wall Street, Kospi e Nikkei crollano dopo l’inflazione USA sopra le attese, mentre Bitcoin prova a tenere ed Ethereum scivola sul supporto.
08:37 • Pubblicato 15/10/2026
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L’inflazione americana più alta delle attese ha riacceso il timore di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed. Ieri Wall Street ha chiuso in netto calo e stanotte l’Asia è crollata, con il Kospi coreano oltre il -7%. Anche le crypto arretrano stamattina, con Bitcoin a -0,60% ed Ethereum a -2,10%. Il comparto, seppur debole, per ora sta tenendo meglio di molte azioni tecnologiche.
Bitcoin e Wall Street pagano l’inflazione di settembre
Il dato CPI di settembre ha segnato un’inflazione annua del 3,7%, sopra il 3,6% atteso dagli analisti. Anche la componente core, che esclude alimentari ed energia, è salita al 2,6% contro il 2,5% previsto. Secondo il CME FedWatch, la probabilità di un rialzo dei tassi il 28 ottobre è salita intorno al 31-35%. Il future S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in netto calo, mentre il Dow Jones è rimasto quasi invariato. Il settore tecnologico ha perso l’1,98%, mentre sanità e beni di prima necessità hanno attirato acquisti difensivi sul Dow Jones.

Stamattina i future americani scambiano ancora in calo, prima dell’apertura del cash di Wall Street. Il Nasdaq cede un -1,13%, l’S&P 500 un -0,50% e il Dow Jones un contenuto -0,12%. Da lunedì il Nasdaq accumula un ribasso del -4,07%, il peggiore tra i principali indici americani. L’indice di volatilità VIX ha chiuso ieri a 16,86 punti, con un balzo del +10,34% in una sola seduta.
In Asia la seduta prima della chiusura è pesantissima, con il KOSPI coreano che viaggia in calo di oltre il -7%. Samsung registra un crollo del -9,70% mentre SK Hynix del -11,30%. Il future sul Nikkei registra un ribasso del -5,52%, trascinato dai titoli dei semiconduttori.

Chip e intelligenza artificiale sotto pressione
Pesa il produttore cinese CXMT, che con una nuova memoria DRAM fa temere una guerra dei prezzi tra i chip. Nvidia ha perso il -3,16%, Meta il -3,27%, AMD il -5,73%, Micron il -4,10% e Marvell un -8,72%. Ancora peggio CoreWeave, società di cloud per l’intelligenza artificiale, scivolata del -15,46% in una sola seduta. Apple è stata l’unica tra le Big Tech a chiudere in rialzo, con un progresso del +0,50%.
Crypto in calo, ma più resistenti delle azioni
Il mercato crypto arretra, ma con ribassi più contenuti rispetto ai listini asiatici e al Nasdaq. Al momento di questa stesura BTC80.886 $▼ -3,01% segna un calo con il prezzo al test della SMA 50. Da inizio settimana il calo si attesta a -3,40%. Ethereum fa peggio e oggi scende del -2,30% e quota 2.355 USDT, con un calo del -7,05% su base weekly. Dal grafico si vede come ETH abbia toccato nella notte la prima area supportiva di medio periodo a 2.320 USDT.

Secondo CoinGlass, ieri le liquidazioni sulle 24 ore hanno superato i 330 milioni di dollari, per circa l’82% su posizioni long. Tra i principali token restano positivi da lunedì soltanto Tron e Monero, in rialzo del +0,27% e del +0,15%.
Dati macro, trimestrali e petrolio
Oggi alle 14:30 italiane arrivano i prezzi alla produzione PPI, le vendite al dettaglio e le Initial Jobless Claims settimanali. In mattinata presenta i conti anche TSMC, primo produttore mondiale di chip per conto terzi, che oggi potrebbe più che mai fare da barometro dell’intero settore dei semiconduttori.

Sul fronte energetico il petrolio scende, mentre Washington valuta un allentamento delle sanzioni sulle petroliere della flotta ombra. Il Brent, riferimento europeo, cede l’1,62% e quota 104,31$ al barile stamattina. Il WTI, greggio americano, perde l’1,18% e si porta a 94,02$ al barile. Restano però alti i rischi nello Stretto di Hormuz, dove gli attacchi alle navi hanno toccato il livello giornaliero più alto dall’inizio della guerra.
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