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Crollo di breve per Bitcoin e crypto DOPO i PESSIMI DATI sull'INFLAZIONE. [ANALISI]

I dati sull'inflazione USA affossano i mercati crypto e Bitcoin. Ecco cosa sta succedendo.

14:44 • Aggiornato 12/02/2025

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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L’inflazione USA riporta dati sopra alle aspettative e superiori anche alla lettura precedente. Core a +3,3% anno su anno, contro previsioni del +3,1%. Stessa musica per l’inflazione classica, che va a +3,0% contro previsioni al +2,9%. Sono dati – in breve – che allontanano ulteriormente tagli ai tassi di interesse negli USA e che rendono complessivamente più difficile la situazione per Federal Reserve e anche per gli asset risk on come Bitcoin e crypto.

Bitcoin e crypto che lasciano sul terreno, alla pubblicazione del dato, tra l’1% e il 2%, in una reazione violenta e che dovrà ora essere valutata anche in relazione all’apertura delle borse USA.

Continuano dunque le difficoltà di avvicinamento verso il target, almeno negli Stati Uniti, difficoltà che – persistendo una situazione economica buona – rendono assolutamente impensabili tagli ai tassi a stretto giro.

Giù le cripto e Bitcoin dopo i dati sull’inflazione

I dati non potrebbero essere peggiori. Sensibilmente più alta delle aspettative l’inflazione Core, che è quella che non tiene conto dei movimenti di prezzo del settore energetico e alimentare – che sono storicamente più volatili. Male anche l’inflazione classica, segno che in realtà le cose non stanno andando come dovrebbero andare.

Bitcoin corregge tenendo i 94.000$ con una certa fatica, con il resto del settore che è tutto sommato allineato. Mini-scarico, che non cambia le prospettive generali, anche in termini di taglio potenziale ai tassi – che abbiamo indicato qui con le diverse previsioni delle banche d’affari internazionali.

Cosa cambia ora?

Non troppo. In realtà il dato è sì non buono, ma non distante da quanto ci si aspettasse. È evidente che si hanno problemi importanti a riportare l’inflazione in target negli USA, cosa che però sapevamo già e che non dovrebbe stupire i più.

Gli USA sono ancora in territorio restrittivo per quanto riguarda la politica monetaria, ma a quanto pare non a sufficienza per tenere i prezzi sotto controllo o riportarli a un livello inflativo accettabile. Tutto questo mentre da un lato stanno arrivando i dazi, dall’altro invece Powell giura che il mercato del lavoro non è più in condizioni di offrire spinte sul livello die prezzi medio.

Situazione da seguire – cosa che faremo in tempo reale anche sul nostro Canale Telegram Ufficiale – il canale della community crypto che cresce più rapidamente in Italia, dove troverai anche una chat per condividere spunti, idee e analisi.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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