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Economia

Inflazione produttori orribile: USA sprofondano in abisso stagflazione? Bitcoin e crypto correggono

Prezzi ai produttori fuori controllo, e manca ancora l'inflazione della guerra in Iran.

16:49 • Aggiornato 10/06/2026

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Pubblicato 18/03/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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A poche ore dalla conferenza stampa di Jerome Powell, che già teneva i mercati con il fiato sospeso, arrivano dati dal PPI USA di molto superiori alle aspettative. Numeri che aprono a ulteriori preoccupazioni per il futuro dell’inflazione, che potrebbero impattare in modo importante sul futuro della politica monetaria USA. Bitcoin e crypto, già nervosi in mattinata, correggono.

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Gli analisti si aspettavano un sostanziale rialzo rispetto alla lettura di febbraio (riferita ai dati di gennaio), ma nessuno aveva previsto una corsa dei prezzi ai produttori di questo tipo. Corsa che è riferita al mese di febbraio e dunque non tiene conto degli eventuali aumenti dovuti alla guerra.

Core quasi al 4,00%

A spaventare di più è il dato che riguarda la core PPI, che esclude dal conteggio i beni più volatili, come energia e alimentari. 3,9%, contro previsioni che erano al 3,7%, e quindi già in traiettoria rialzista.

Molto male anche la PPI classica, che si “ferma” a +3,4% contro previsioni che la davano al +2,9% e già in sostanziale e netto rialzo rispetto al mese precedente.

Le gatte che Jerome Powell dovrà cercare di pelare aumentano. Il PIL USA ha subito un forte rallentamento e l’inflazione al contrario riprende a salire, riaprendo alla discussione sulla stagflazione che nessuno vorrebbe fare.

Sarà probabilmente questo uno dei temi più caldi della serata che vedrà impegnato Jerome Powell dopo l’annuncio della decisione sui tassi.

Alla riapertura delle piazze USA ne sapremo di più anche in termini di reazione dei mercati tradizionali, che saranno probabilmente poco felici di assistere a una corsa di questo tipo per un indicatore comunque molto importante.

Bitcoin e crypto scontano il dato

Nel momento in cui scriviamo Bitcoin sta lottando per rimanere sopra i 72.000$, e seguono nei ribassi anche le altcoin che meglio avevano performato nel corso degli ultimi giorni.

Una correzione che in realtà era partita prima della diffusione del dato, durante una mattinata complessivamente priva di notizie importanti. L’inflazione europea, anche quella in rialzo è stata pari alle aspettative. Aspettative non positive, ma già ampiamente scontate.

Dopo la decisione di ieri della banca centrale australiana di alzare i tassi – con una votazione di 5 a 4 che certifica la difficoltà di prendere certe decisioni – il timore ora è che anche altre banche centrali mettano sul tavolo l’opzione hike.

Del rapporto tra inflazione attesa e Bitcoin abbiamo parlato proprio lunedì con André Dragosch di Bitwise, che ha offerto degli insight molto interessanti e decisamente poco banali.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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