I token DeFi battono Bitcoin ed Ethereum: TVL resta debole e sorprende il mercato. I numeri che non tornano
DeFi in forte rialzo nel 2026. II token battono Bitcoin ed Ethereum, mentre il TVL resta sotto i livelli di inizio anno. Rialzi di Aave e Pendle.
15:00 • Pubblicato 01/10/2026
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La DeFi si conferma uno dei settori più forti del mercato crypto nel 2026, con nove token su dieci in positivo da inizio anno. Bitcoin ed Ethereum restano invece in territorio negativo, e anche il TVL, il valore depositato nei protocolli, è più basso di gennaio. Lo scollamento tra prezzi dei token e capitale depositato ha spiegazioni precise, legate soprattutto ai ricavi dei protocolli che stanno facendo crescere alcune crypto.
I token DeFi battono Bitcoin ed Ethereum nel 2026
La tabella delle performance mostra l’andamento dei principali token DeFi da inizio anno e la forza del settore. In testa c’è Pump.fun con +188,51%, seguito da Morpho con +126,90% e da Jupiter con +71,96%. Uniswap segna +59,60%, mentre Ondo, Sky, Ethena e Pendle si muovono tra il +30,54% e il +39,87%.
Aave è l’ultimo dei token in positivo con +13,11%, mentre Lido è l’unico in perdita con -21,89%. Nello stesso periodo Bitcoin cede il -4,83% ed Ethereum il -9,93%.

Il TVL della DeFi resta sotto i livelli di inizio anno
Il TVL è il termometro più diretto dell’utilizzo reale della DeFi, perché misura il capitale depositato nei vari protocolli. Secondo i dati di DefiLlama, il TVL vale oggi 95,323 miliardi di USDT, contro i 116,85 miliardi del 2 gennaio. Nel grafico la curva scende fino ai minimi dell’estate e riprende a salire da agosto, senza tornare ai valori di gennaio.
La prima causa è tecnica, perché il TVL è espresso in dollari e gran parte dei depositi è fatta di Ethereum e Bitcoin. Con questi asset in calo, il valore dei depositi scende anche quando le quantità restano invariate. La seconda causa riguarda i buyback, cioè i riacquisti di token con gli incassi, che il mercato premia sempre di più.

AAVE finanzia i riacquisti con gran parte dei ricavi e valuta un burn, cioè la distruzione definitiva dei token riacquistati. La terza causa riguarda protocolli come Pump.fun e Jupiter, che guadagnano sulle commissioni e non sui depositi.
AAVE accelera e punta la resistenza
La giornata di oggi conferma la forza dei protocolli dotati di buyback, come AAVE163,35 $▼ -0,83% con un +3,6% nelle 24 ore e PENDLE con un +2%.

Sul grafico weekly abbiamo una panoramica di AAVE che parte dall’inizio del 2026, in cui si può vedere la forte fase di contrazione che ha caratterizzato i primi cinque mesi, con il minimo annuale registrato a giugno a 57,83 USDT. Da lì è iniziata una fase di rimbalzo con una serie di swing, fino all’accelerazione rialzista di metà agosto, con il prezzo che è andato al breakout della resistenza vettoriale in area 118 USDT.
Qui AAVE si è poi fermato e ha lateralizzato, lavorando attorno alla SMA 50 per circa quattro settimane, sino all’accelerazione della settimana scorsa. Ora l’obiettivo di AAVE è un allungo verso la resistenza dei 183 USDT, mentre sul lato corto il primo supporto passa in area 143,50 USDT.
Pendle punta i 3 USDT dopo un settembre a +35,60%

Rialzo anche per PENDLE, che ha chiuso settembre con un +35,60%. Attualmente quota 2,448 USDT ed è però in contrazione su base weekly. Sul grafico weekly abbiamo la panoramica da inizio anno, in cui si può osservare una prima fase di forte contrazione con il minimo annuale registrato a marzo a 0,969 USDT. Da lì è iniziato un primo forte rimbalzo che ha portato il prezzo a un massimo di 2,2 USDT a maggio, da dove è ripartita una nuova fase di contrazione.
È seguita una serie di swing sino all’accelerazione rialzista di metà agosto, che ha spinto PENDLE a registrare a settembre un massimo a 2,797 USDT. Adesso l’obiettivo per Pendle è un allungo verso la prima resistenza vettoriale di medio periodo a 3 USDT. Sul lato corto il primo supporto di breve da mantenere passa a 2,19 USDT, mentre il supporto principale è a 1,97 USDT.
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