Fed ci ripensa: niente aumento dei tassi a ottobre. Parla il vice-presidente: "Serve giudizio" e attendere segnali
Anche Jefferson si allinea con Williams: serve aspettare prima di prendere decisioni sui tassi. Bitcoin va verso gli 85.000$.
20:47 • Pubblicato 01/10/2026
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Anche Philip Jefferson – membro del board di Federal Reserve e avente diritto di voto nel FOMC – sembrerebbe voler aspettare prima di imporre un altro aumento dei tassi di interesse. Le parole di Jefferson arrivano durante un incontro programmato alla Darden School of Business dell’Università della Virginia, all’interno del quale Jefferson si è di fatto allineato alle parole pronunciate in settimana da un altro membro votante del FOMC. Le possibilità che si proceda dunque con un ulteriore aumento dei tassi negli Stati Uniti già a novembre sono ridotte al lumicino.
Si tratta di un parere pesante: Jefferson è infatti vice presidente del consiglio direttivo di Fed e per quanto abbia un solo voto all’interno del FOMC (che è la riunione che decide) sui tassi, ha comunque un grande ascendente anche sugli altri partecipanti al processo decisionale sulla politica monetaria degli Stati Uniti.
Dal nostro meeting di settembre, i rendimenti sono aumentati ancora di più, segno che gli investitori si stanno adattando al quadro macroeconomico in evoluzione. Io e i miei colleghi dovremo usare giudizio, cosa che potrebbe avere bisogno di più tempo.
Parole inequivocabili, che lasciano intendere che siano almeno in due all’interno del FOMC a non ritenere opportuno un ulteriore aumento dei tassi già per la riunione di fine ottobre. Un aumento che, curiosamente, fino a pochi giorni fa i mercati prezzavano in modo importante.
Giù la possibilità di aumento dei tassi negli USA
Almeno secondo le misurazioni di FedWatch Tool, che le elabora dal posizionamento sul mercato dei Fed Funds Futures a 30 giorni. In altre parole, sono probabilità ricavate non da sondaggi, ma dal posizionamento di chi mette denaro sui mercati a sostegno della propria posizione.
Nel momento in cui pubblichiamo questo approfondimento, la possibilità di aumenti dei tassi già a ottobre è prezzata dai mercati con un misero 30,4%, soltanto 3 giorni fa eravamo al 50/50 e una settimana fa al 30/70, a favore appunto degli aumenti dei tassi. Una situazione che è cambiata rapidamente ma che rimane comunque poco chiara e in evoluzione. Con ogni probabilità, in avvicinamento al meeting del 28 ottobre, le cose diventeranno più chiare.
I numeri sostengono questa tesi?
24 ore fa abbiamo avuto dei dati incoraggianti sull’inflazione, per quanto condizionati dal ricorso a una nuova metodologia di calcolo. Come ha ripetuto anche Jefferson, rimane il fatto che si è a un’importante distanza dal target del 2% e che si è sopra questo target da più di cinque anni.
Una situazione che richiederà ulteriori interventi, anche se non è chiaro quando. Due dei personaggi più influenti del FOMC si sono già espressi contro, ritenendo che serviranno segnali più chiari. Non c’è, per dirla in breve, alcuna fretta.
BTC85.004 $▲ +1,39% alla diffusione della notizia ha rapidamente recuperato gli 85.000$, che però non ha ancora superato con grande convinzione.
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