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Grecia batte Italia e Germania sulle tasse crypto e Bitcoin: proposta per il 10% su investimenti e staking

Atene prova ad attirare gli investitori crypto? 10% e 500€ di esenzione contro Roma e Berlino.

12:07 • Pubblicato 08/10/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Anche la Grecia si prepara a modificare il suo regime di tassazione sulle criptovalute. Secondo una bozza di legge che è stata pubblicata dal ministero dell’economia e delle finanze di Atene, a novembre arriverà in parlamento la proposta per una tassazione al 10%, con una soglia fissata però a 500€ senza tassazione. A oggi il regime di tassazione delle criptovalute in Grecia è piuttosto complesso e non permette di avere un regime uniforme tra asset finanziari classici e asset digitali.

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Si tratterebbe comunque di un regime migliore di quello italiano. Nel nostro Paese la tassazione sulle plusvalenze da trading e investimenti sulle criptovalute è del 33%, senza alcuna soglia di esenzione, colpendo così anche gli acquisti effettuati tramite criptovalute di beni o servizi.

Il 10%, su tutto

La proposta di legge prevede, in Grecia, la tassazione delle plusvalenze, dei proventi dello staking e degli airdrop, al 10%. Si tratterebbe, nel caso di approvazione, del passaggio a una disciplina uniforme per le criptovalute. Un regime molto più conveniente di quello italiano – qui puoi calcolare le tue tasse con il nostro tool – per qualunque tipo di operazione su questo mercato.

Oggi chi investe in criptovalute ad Atene e dintorni è sottoposto a regimi diversi nel caso di attività abituale, professionale, saltuaria o altro.

Si tratterebbe comunque di una delle aliquote più basse al mondo. Il 10% inoltre partirebbe soltanto in caso di guadagni nell’anno fiscale superiori ai 500€.

I guadagni sugli investimenti realizzati dagli individui dalla vendita di criptovalute saranno tassati al 10%. Come regola generale, i guadagni saranno calcolati dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita, soggetto a specifiche regole sulla documentazione e sul calcolo del costo medio di acquisti in caso di acquisti successivi. […] Anche i ritorni generati da attività come lending, offerta di liquidità, staking di crypto asset nei meccanismi di validazione delle transazioni saranno tassati al 10%.

Questo è quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale del ministero.

Un regime attrattivo?

Sì. E chissà se non finirà per innescare un esodo in stile Portogallo da parte di investitori che hanno bisogno o intenzione di fare cash out, in particolare per somme considerevoli. La scelta di Atene è di razionalizzazione, con aliquote che sono sensibilmente più basse non solo rispetto all’Italia, ma anche rispetto ad altre giurisdizioni.

Tutto questo mentre anche in Germania si valuta l’inasprimento del regime di tassazione riguardante gli asset digitali, con la possibilità che venga rimossa l’esenzione per gli asset detenuti per più di un anno.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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