Germania: addio tasse zero su Bitcoin e crypto. Dal 2028 aliquota al 25%. L'Italia fa scuola anche a Berlino
Anche la Germania è pronta a rivedere in via peggiorativa il regime di tassazione sulle criptovalute.
14:08 • Aggiornato 09/09/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Anche in Germania il quadro fiscale relativo alle criptovalute è destinato a peggiorare. Secondo quanto riporta Handelsblatt infatti, il ministro federale delle finanze Lars Klingbeil (SPD), sarebbe pronto a riformare la tassazione degli investimenti sulle criptovalute. Sparirebbe, secondo il disegno di legge, la tassazione zero per chi detiene i propri crypto asset per più di un anno. L’eventuale introduzione della modifica porterebbe – per il 2028 e secondo le stime del Ministero – a un gettito di 160 milioni di euro.
Sono ancora maggiori, secondo il quotidiano Welt, le proiezioni di gettito per gli anni successivi, con un massimo di 350 milioni di euro per il 2030. Finirebbe così uno dei regimi più vantaggiosi, almeno in Europa, per i detentori delle criptovalute. Nel complesso il peggioramento all’interno del quadro europeo è netto. Durante lo scorso anno l’Italia ha infatti confermato l’aumento dell’aliquota sui capital gain da investimenti in criptovalute al 33%, contro il 26% che viene applicato su altri investimenti finanziari e contro il 12,5% applicato sui rendimenti di determinati bond sovrani.
Le cripto-attività rappresentano sempre di più una forma di investimento privato. Vengono acquistate, utilizzate e vendute in un mercato in crescita. È ingiusto che i redditi ottenuti con il duro lavoro e i rendimenti da capitale vengano tassati, mentre i profitti derivanti dalla speculazione sulle criptovalute rimangano in gran parte esentasse.
È questo il commento che arriva da fonti del Ministero delle Finanze federale tedesco e che sono state riportate da Handelsblatt.
Il regime tedesco attuale
Il regime tedesco attuale è uno dei più vantaggiosi in Europa. Per chi detiene oltre i 12 mesi un determinato crypto asset – come potrebbe essere il caso di BTC79.343 $▲ +1,34% – non viene poi successivamente tassato su eventuali guadagni. Per chi invece compra e vende entro i 12 mesi, è prevista invece una tassazione assimilabile a quella sul reddito e dunque soggetta a imposta progressiva.
Il regime cambierebbe radicalmente: non ci sarebbe infatti più il periodo di un anno a separare due tassazioni di fatto diverse. Tutti i guadagni ottenuti tramite compravendita di criptovalute sarebbero tassati con un’imposta sostitutiva del 25%.
Rimarrà una franchigia da 1.000€
Verrebbe comunque applicata agli investimenti in criptovalute, così come viene già applicata agli altri investimenti, una franchigia di 1.000€. Sotto quelle cifre, non sarebbe dovuto nulla.
Si starebbe lavorando inoltre alla possibilità di introdurre la ritenuta fiscale automatica, con gli exchange e i broker autorizzati a operare in Germania che finirebbero per trattenere le imposte dovute dopo ogni transazione.
In vigore dal 2028?
Queste sarebbero le intenzioni di Berlino, che vuole dare il tempo sufficiente a piattaforme e investitori per adeguarsi. La stretta è concreta, al netto del risparmio che potrebbero conseguire i contribuenti con livello di reddito molto elevato e che investono sul breve periodo.
Per ora il tentativo di riforma è stato percepito dagli investitori tedeschi come peggiorativo rispetto al quadro attuale.
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