Federal Reserve vuole cancellare due appuntamenti per i tassi di interesse. Intanto per settembre si rischia aumento
Gli altri sarebbero anche d'accordo. Si passerebbe nel caso a sei meeting, mentre per settembre la possibilità di rialzi è in aumento
13:07 • Pubblicato 09/09/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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I membri di Federal Reserve sarebbero aperti alla possibilità di ridurre i meeting periodici per fissare i tassi di interesse e più in generale la politica monetaria degli Stati Uniti. È questo quanto emerge da un recente approfondimento di Bloomberg, che parla di risposte eventualmente positive da parte principalmente dei rappresentanti delle divisioni regionali della banca centrale USA.
L’idea di fondo di Kevin Warsh sarebbe quella di passare a meeting bimestrali, che permetterebbero a Federal Reserve di avere più dati a disposizione prima di prendere decisioni che hanno un enorme impatto sull’economia statunitense ma non solo. La decisione, da parte del FOMC, non sarebbe però ancora stata presa e diversi tra i membri più rilevanti attendono di avere anche un’analisi degli effetti potenzialmente negativi derivanti da una scelta di questo tipo.
La legge, comunque, lo permetterebbe: prevede infatti soltanto un minimo di quattro incontri annuali. Se si dovesse seguire la disciplina Warsh, questi incontri diventerebbero sei, contro gli otto attuali, dato che con le regole vigenti il FOMC si incontra ogni circa sei settimane.
Tutte le altre banche centrali
Tutte le altre principali banche centrali si incontrano comunque otto volte l’anno: BCE, ma anche Bank of England e Bank of Japan seguono un calendario molto simile a quello attuale di Federal Reserve. Non è chiaro per il momento se una potenziale decisione in tal senso da parte della banca centrale americana finirà per avere impatto anche sulle altre.
Con il prossimo incontro del FOMC che è previsto per il 15 e 16 settembre prossimi, ci sarà probabilmente spazio per discutere, in conferenza stampa, anche di questo aspetto.
Un’eventuale decisione di questo tipo finirebbe anche per alterare il normale ciclo di previsioni che vengono pubblicate da Federal Reserve che ora seguono un calendario trimestrale.
Kevin Warsh si è detto più volte contrario alla pubblicazione di tali previsioni, che secondo la sua opinione non offrirebbero nulla se non restrizioni al campo di possibili scelte future della banca centrale.
Kevin Warsh è stato inoltre da sempre contario a una Fed che parla troppo con i giornali. Preferirebbe maggiore silenzio, in quella che potrebbe essere una gigantesca rivoluzione del modo di funzionare della più potente banca centrale del mondo.
Intanto c’è enorme incertezza sul prossimo meeting
I mercati, almeno sul breve periodo, saranno comunque maggiormente interessati da quanto farà Federal Reserve in termini di tassi.
I mercati prezzano per il momento una maggiore possibilità di rialzi dei tassi, anche se giocherà un ruolo fondamentale l’inflazione CPI, i cui dati saranno pubblicati venerdì prossimo, prima del meeting che avverrà la prossima settimana.
Oggi inoltre ci sarà un’importante asta di bond decennali USA che potrebbe fornire ulteriori informazioni a Federal Reserve in merito alla sua prossima decisione.
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