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Stable Coin: guida completa e funzionamento

Cosa sono gli stable coin? Perché potrebbero rivestire un ruolo importante per l’economia delle criptovalute futura? Nella guida di oggi analizzeremo proprio quelle che sono le criptovalute del momento, quelle criptovalute stabili che devono la loro volatilità quasi nulla al fatto che il loro valore è ancorato a quella di una divisa nazionale oppure di un bene esterno.

Cercheremo non solo di comprendere l’utilità di queste nuove criptovalute, ma anche le possibilità di investimento che ci offrono, nonché le possibilità di utilizzo come mezzo di pagamento o riserva di valore.
C’è del buono? Perché ne sono nate così tante negli ultimi mesi? Vediamolo insieme, in una guida esaustiva che punta appunto ad offrire un vademecum completo per l’investitore.

Cosa sono gli stable coin?

Gli stable coin sono criptovalute che basano il loro valore su quello di un bene esterno, tipicamente una valuta fiat come il dollaro statunitense.

L’obiettivo è quello appunto di mantenere stabile il valore dello stable coin in questione, ancorandone il valore a asset che tipicamente sono più stabili di Bitcoin e compagnia.

Ci sono, come avremo modo di vedere più avanti nel corso della nostra guida, diverse modalità tecniche utilizzate per mantenere il valore del coin ancorato a quello del sottostante, così come ci sono diversi tipi di sottostanti, come abbiamo detto tipicamente valute classiche oppure ancora una volta criptovalute, o anche asset fisici (come nel caso dei metalli preziosi).

Quali sono le caratteristiche più interessanti degli Stable Coin?

Ci sono dunque diverse caratteristiche che rendono gli stable Coin interessanti per alcune categorie di investitori, o meglio, per chi volesse utilizzarle principalmente come mezzo di scambio e riserva di valore.

  1. Il valore degli stable coin è appunto ancorato ad un altro asset e dunque non segue le logiche di prezzo delle criptovalute classiche;
  2. L’ancoraggio è effettuato off-chain, ovvero al di fuori del circuito della criptovaluta di riferimento, spesso con l’intervento di autorità finanziarie terze regolamentate (non è sempre questo il caso, e di questo avremo modo di occuparci più avanti nel corso della nostra guida).

L’idea di fondo, come già detto, è quella di eliminare almeno in parte la volatilità che ha sempre caratterizzato le criptovalute classiche. Guardando a quanto avvenuto dagli albori del settore, non è difficile incontrare moltissime giornate di trading all’interno delle quali i valori si sono mossi in doppia cifra, una volatilità che difficilmente, appunto, possiamo incontrare in altri tipi di asset.

I possibili utilizzi degli stable coin

Con le informazioni di cui siamo in possesso fino ad adesso, è lecito chiedersi perché dovremmo investire in stable coin piuttosto che direttamente nel sottostante al quale sono ancorate.

L’oro è uno dei sottostanti più comuni per gli Stable Coin

Ci sono diversi casi di utilizzo intelligenti e interessanti che riguardano però queste criptovalute:

  1. Per le economie caratterizzate da un’alta inflazione: in questo caso gli stable coin possono proteggere il potere d’acquisto dei cittadini e dei residenti. Si ricorre a grandi linee ad un mezzo di scambio che potrebbe, ad esempio, avere la stabilità dell’oro o di una valuta straniera, utilizzando però una sovrastruttura digitale, basata su blockchain – con tutti i vantaggi tecnici che questa soluzione comporta;
  2. Hedging in finanza: chi investe capitali importanti o comunque differenziati, sa bene quanto sia importante appunto orientarsi su beni in contro-correlazione. La comodità di scambio e di conservazione delle criptovalute, combinata alla stabilità di prezzo degli asset sottostanti, può offrire una soluzione molto interessante per quanto riguarda appunto le operazioni di Hedging.

I diversi tipi di stable coin

Possiamo fondamentalmente dividere gli stable coin in tre macro-gruppi, a seconda della categoria dell’asset sottostante.

Abbiamo da un lato gli stable coin che hanno come sottostante una valuta fiat, ovvero una moneta nazionale o internazionale, come può essere nel caso di stable coin ancorati all’Euro o ancora al Dollaro USA.

Dall’altro abbiamo invece gli stable coin che sono ancorati alle cosiddette Commodities, ovvero alle materie prime. Fino ad oggi si è ricorso tipicamente all’oro o ad altri materiali preziosi, ma teoricamente non c’è nessun limite all’utilizzo di altri beni finanziari e non dal valore stabile.

Stable Coin con sottostante valutario

Gli Stable Coin con sottostante valutario permettono di avere un cryptocoin il cui valore è ancorato appunto a quello di una valuta “reale”. Tipicamente si è utilizzato il dollaro ma nulla, anche in questo caso, vieta di utilizzare altri tipi di valute fiat.

Il procedimento di emissione e gestione è relativamente semplice da comprendere:

  1. Viene raccolto capitale nella valuta che si utilizzerà come sottostante
  2. Viene depositato presso un’entità terza, che agirà appunto da custode
  3. Vengono emessi i token
  4. Vengono distribuiti in genere tramite exchange oppure tramite vendita diretta

Il rapporto utilizzato è di 1:1, ovvero tipicamente 1 token vale 1 unità della valuta che abbiamo utilizzato come sottostante.

Anche il dollaro è un sottostante molto utilizzato dagli stable coin

Il problema tipico di questo tipo di soluzioni è che si perde tutta la decentralizzazione tipica dei sistemi basati su blockchain.

Altro problema quello della fiducia nell’autorità centrale: chi gestisce il coin deve essere, ad un certo livello, creduto da chi utilizza il coin.

Tipicamente per rendere gli Stable Coin basati su valuta si utilizza un certificatore terzo, che si preoccupa di controllare che al cambio di token contro valuta si preoccuperà di verificare che il token corrispondente venga distrutto.

Si tratta di un sistema estremamente semplice e stabile, a patto che ovviamente tutti i soggetti coinvolti facciano la loro parte.

Alcuni esempi di Stable Coin basati su valuta

Ci sono stati già diversi Stable Coin ancorati alle divise fiat:

  • Tether: ancorato al dollaro USA ed è ad oggi quello che muove i volumi più importanti. Autorità centrale è Tether Limited. Il sistema è largamente utilizzato per permettere ad esempio ai cryptotrader di mantenere momentaneamente valore stabile e ancorato al dollaro, senza dover necessariamente vendere le proprie criptovalute in cambio di dollari reali. Esistono dubbi sul fatto che Tether sia effettivamente in possesso di riserve di dollari corrispondenti ai token emessi, dato che non esistono autorità terze affidabili che abbiano certificato la perfetta corrispondenza;
  • TrueUSD: creato come alternativa più trasparente a Tether. Saranno utilizzati infatti per questo sistema degli smart contract in grado di certificare la parità tra le riserve in dollari e i token emessi. Si tratta del secondo Stable Coin più negoziato al mondo.

Stable Coin con sottostante commodity

In questo caso a fare da bene ancora troviamo invece delle Commodities, ovvero delle materie prime. Il bene principale utilizzato sono i metalli prezioso, su tutti l’oro, considerato per eccellenza un bene rifugio dal valore stabile.

In questo caso la corrispondenza è tra un token e una determinata quantità d’oro.

Il meccanismo di funzionamento è grossomodo lo stesso di quello che abbiamo appena visto: l’oro viene custodito da un’autorità terza che dovrebbe al contempo garantire la corrispondenza tra token e quantità d’oro.

Il procedimento è il seguente:

  • Viene raccolto capitale che poi viene utilizzato per acquistare oro;
  • L’oro viene depositato;
  • Ad ogni deposito d’oro viene emesso un certificato digitale, che innesca lo smart contract che emette nuovi token.

Ci sono stati inoltre tentativi statali di emissione di Stable Coin ancorati al valore del Petrolio, come appunto Petro, emesso dal Venezuela e che ha come riserva il petrolio venezuelano. In questo specifico caso sono state mosse molte critiche al governo Venezuelano, che agisce da emittente e garante.

Pro e contro degli Stable Coin basati su materie prime

Ci sono alcuni vantaggi e svantaggi degli Stable Coin rispetto alle criptovalute classiche e a quelle che invece sono basate su fiat money. Per quanto riguarda i vantaggi:

  • Sono ancorati a beni reali: il che vuol dire che chi ha i token può sempre convertire lo Stable Coin con il sottostante;
  • Sono relativamente stabili: tenendo comunque conto della volatilità dell’oro (minima) o del petrolio (sicuramente più ampia);
  • Liquidità: i token sono estremamente liquidi, spesso più liquidi dei contratti OTC con i quali si fa trading di frequente su questo tipo di asset.

Tra gli innegabili svantaggi:

  • Il sistema è centralizzato: ancora una volta si perde il vantaggio di una rete distribuita a livello di garanzia e di sicurezza;
  • Controlli e sicurezza: ci si dovrà fidare tanto dell’emittente quanto di chi si preoccupa di creare i certificati di deposito.

Esempi di Stable Coin basati su Commodities

Per il momento l’unico Stable Coin basato su commodity degno di nota è Digix/DGX, un token ERC-20 che ha come sottostante l’oro.

L’oro d’ancoraggio è custodito alla Safe house di Singapore e il valore del token è completamente ancorato a quello dell’oro.

Il controllo è affidato ad un servizio che gira su blockchain Ethereum e che viene controllato ogni tre mesi da autorità indipendenti.

Stable Coin con sottostante criptovalutario

Chiudiamo la nostra rassegna con gli Stable Coin che sono basati invece sul valore di un’altra criptovaluta.

Il concetto in questione potrebbe apparire decisamente più bizzarro, dato che, in apertura, avevamo detto appunto che gli Stable Coin avevano tra i vantaggi quello di eliminare la volatilità delle criptovalute stesse.

In realtà questo tipo di coin vengono utilizzati con integrazione con smart contract che operano anche operazioni collaterali per diminuire i rischi collegati alla volatilità.

Si può pertanto utilizzare un token di questo tipo per ridurre la volatilità, combinando anche magari l’ancoraggio su un paniere di criptovalute piuttosto che su una sola criptovaluta.

L’inserimento dei coin ancorati a criptovalute all’interno di questa guida è sicuramente contestabile: hanno un funzionamento più complesso e soprattutto molto diverso dagli altri esempi che abbiamo fatto poco sopra.

Si tratta comunque di strumenti più finanziari che di scambio, che con ogni probabilità, in determinati contesti, riusciranno ad assumere una certa rilevanza.

L’ultima novità: gli Stable Coin “fiat”

Sì, anche i cryptocoin possono essere emessi seguendo quelli che sono i procedimenti che siamo abituati a vedere con le valute tradizionali.

In questo caso c’è un’autorità centrale che emette coin e che li distrugge, cercando di mantenere il prezzo più vicino possibile a quello del dollaro americano (o di un altro asset di riferimento).

Di Petro, lo Stable Coin del governo Venezuelano, non si è saputo più nulla

Al contrario di quanto avviene per le altre categorie di Stable Coin, in questo caso siamo davanti ad un procedimento totalmente centralizzato, che non prevede l’accumulo di riserve e che dunque apre il campo a critiche sicuramente più profonde, data anche quella che è l’attitudine generale di chi si interessa di criptovalute.

In realtà sono implementati sistemi molto complessi per cercare di garantire la perfetta corrispondenza dei token al valore del dollaro di riferimento.

L’esempio più importante: Basis

Basis, ex Basecoin, è uno Stable Coin che ancora il suo valore al dollaro statunitense. Utilizza algoritmi complessi che modificano l’offerta di token, aggiustandola appunto sul valore del dollaro.

Nel caso in cui il valore di Basis dovesse salire sopra ad un dollaro, vengono distrutti dei token tra quelli in circolazione, in caso contrario, ne vengono prodotti e vengono immessi sul mercato.

Il comportamento è simile a quello di una banca centrale, pur con implicazioni completamente differenti, che però andranno, per forza di cose, analizzate in separata sede.

Conclusioni: gli Stable Coin sono utili?

Parlare di Stable Coin come se si trattasse di una categoria omogenea è sicuramente un errore. All’interno della guida di oggi abbiamo sicuramente imparato a percepire le differenze tra l’uno e l’altro progetto e soprattutto a comprendere anche gli scopi che hanno portato alla creazione di questo tipo di token.

Sicuramente riusciranno a trovare campi di applicazione specifica e con ogni probabilità a prosperare nel loro settore di riferimento.

Chi cerca però l’esperienza più pura delle criptovalute dovrebbe sicuramente guardare altrove: tutti i progetti di questo tipo peccano in tema di distribuzione e presuppongono una fiducia massima in chi gestisce il progetto e in chi vigila.

Anche per quanto riguarda il trading, se il vostro scopo è quello di speculare sul valore delle criptovalute, gli Stable Coin non sono gli strumenti che fanno al caso vostro.
Al contrario, Stable Coin ancorati alle materie prime oppure che integrano collateralizzazione avanzata, possono essere strumenti di trading avanzato molto interessanti.

Siamo comunque davanti ad una nuova declinazione del mondo delle criptovalute, che pur riprendendone alcuni temi fondamentali, si sviluppa su un percorso completamente diverso.

Prima di saltare sul vagone alla ricerca dell’occasione della vita, il nostro consiglio è quello di analizzare a fondo lo Stable Coin che ci interessa e poi decidere se e quando potrebbe esserci utile.

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