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DogeCoin: guida completa alla criptovaluta DOGE

dogecoin criptovalutaDogecoin è una criptovaluta sempre più popolare. In Italia la sua adozione è ancora scarsa, ma a livello mondiale la sua capitalizzazione di mercato supera ormai i 400 milioni di dollari americani; tra coloro che ci credono c’è anche Elon Musk, il celebre fondatore di Tesla e di Space X che l’ha definita la sua criptovaluta preferita. Dietro a questa grande popolarità c’è una semplice motivazione: la facilità d’uso. Rispetto alla maggior parte delle altre monete virtuali, infatti, Dogecoin risulta particolarmente facile da utilizzare anche nelle situazioni di tutti i giorni.

In questa guida faremo luce su tutti gli aspetti di Dogecoin che meritano di essere valutati prima di fare eventuali investimenti. Al di là dell’aspetto speculativo, però, analizzeremo anche la tecnologia e lo scopo ultimo di questo progetto. L’obiettivo è quello di soddisfare tanto i potenziali investitori quanto i potenziali investitori.

Dogecoin, cos’è e come funziona

Dogecoin nasce nel 2013, nello stato americano dell’Oregon, da un’idea del suo fondatore Billy Markus. Fin dal principio la mascotte del progetto è “Doge“, un simpatico cane di razza Shiba Inus che viene spesso utilizzato nei meme (foto divertenti) sul web. Questo simpatico cagnolino ritorna più volte in tutti i software che hanno a che fare con Dogecoin, e sottolinea la natura simpatica e di facile utilizzo di questa criptovaluta.

Cominciamo dicendo che si tratta di una criptovaluta “pura”, ovvero utilizzata esclusivamente per fare pagamenti. In questo è simile a Bitcoin, ma diversa da altri progetti come Ethereum o Ripple in cui l’aspetto delle transazioni è secondario. Dogecoin serve per comprare o vendere beni e servizi utilizzando un metodo di pagamento decentralizzato, sicuro, con costi minimi di commissione ed estremamente veloce.

dogecoin cos'è e come funziona
Guida completa alla criptovaluta Dogecoin

Per incominciare è sufficiente scaricare il wallet di Dogecoin, ovvero il portafoglio virtuale su cui potremo conservare tutte le nostre monete. Sul sito ufficiale del progetto si trovano i link per il download: questi sono disponibili sia per Android che per iOS e per desktop, quindi i pagamenti in Dogecoin si possono fare da qualsiasi dispositivo ed in qualsiasi momento. Una volta installato il wallet, tramite gli exchange è possibile comprare i token e ricaricarlo per incominciare da subito a fare e ricevere pagamenti. Come forse saprai, gli exchange di criptovalute sono siti che permettono a tutti di convertire monete tradizionali in monete virtuali e viceversa.

Se vuoi una dritta, la nostra redazione utilizza e ti consiglia questi exchages di criptovalute ( come ad esempio Poloniex offre DOGE ). In questo modo bastano cinque minuti per comprare i tuoi Dogecoin: una volta completata la registrazione, collega la tua carta di credito o il tuo account PayPal ed il tuo wallet di Dogecoin. La procedura è guidata, per cui non ti potrai sbagliare. Selezionando l’importo che desideri comprare, i fondi in euro verranno presi dalla tua carta e convertiti in Dogecoin, dopodiché verranno direttamente inviati al tuo wallet. La procedura è praticamente istantanea.

Dogecoin è una truffa?

Molte volte si sente associare Dogecoin all’idea di scherzo e di ironia, cosa che potrebbe indurre qualcuno a pensare che si tratti di una bufala o di una truffa. Il fatto che questo brand abbia deciso di rivolgersi al mercato con simpatia, però, vuole soltanto enfatizzare la natura semplice di questo token ed il fatto che sia alla portata di chiunque. Al di là della mascotte Doge, però, si tratta di una realtà molto seria. Oltre ai già citati 400 milioni di dollari di capitalizzazione di mercato, questa crypto occupa stabilmente un posto tra le 25 monete decentralizzate più capitalizzate in assoluto.

Anche la community di Dogecoin è piuttosto grande. Per chi non lo sapesse, i siti web dove si aggregano maggiormente gli sviluppatori e gli esperti di criptovalute sono Reddit, GitHub e BitcoinTalk Forum. Su tutti e tre questi canali, Dogecoin gode di grande fama e reputazione. Basta poi utilizzare qualche exchange per convertire euro in Dogecoin e viceversa per verificare che tutto funzioni regolarmente, cosa che la nostra stessa redazione ha voluto provare prima di redigere questa guida.

Perché Dogecoin ?

Ormai le criptovalute esistenti sono innumerevoli, nell’ordine di grandezza delle migliaia. In un mercato così ampio non è sempre facile identificare i progetti che possono avere successo e che, rispetto ai più capitalizzati, hanno dei vantaggi strutturali che possono aiutarli ad emergere. Dogecoin è costruita su un’infrastruttura tecnologica che di base somiglia molto a quella di Bitcoin, ma con delle importanti differenze che segnano un enorme passo in avanti a livello tecnologico.

Prima di tutto, grazie al protocollo di verifica delle transazioni basta un solo minuto affinché una transazione venga verificata ed aggiunta alla blockchain. Non è di certo il tempo più breve possibile, ma sicuramente è molto meglio di quello che ci consentono di fare Bitcoin e Litecoin. Inoltre non esiste un numero massimo di Dogecoin minabili: sempre a differenza di BTC e di LTC, in questo caso l’offerta è illimitata.

Oltre a tutto questo, la cosa più importante da segnalare è che Dogecoin è una delle criptovalute più scambiate in assoluto. Non parliamo di movimenti speculativi, che secondo la maggior parte delle stime degli analisti rappresentano più del 90% delle transazioni; in questo caso ci riferiamo a tutte quelle persone che utilizzano realmente Dogecoin per inviare e ricevere denaro in cambio di beni o servizi. Nel lungo termine, la popolarità di una criptovaluta all’interno dell’economia reale sarà ciò che farà veramente la differenza. Per il momento è ancora raro trovare aziende e negozi che ci permettano di pagare con monete virtuali, ma tra quelle che lo consentono sono in molte ad accettare i Dogecoin.

I limiti di Dogecoin

Anche se per molti aspetti questa crypto ha molto potenziale, ci sono dei limiti evidenti di questo progetto che andrebbero superati. Il primo fra tutti è il modo in cui vengono minati i token: in questo caso c’è un’analogia con Bitcoin, in quanto entrambe le criptovalute utilizzano il modello di verifica proof-of-work. Se non sai che cosa significhi, qui ti faremo una breve descrizione; la spiegazione completa, insieme a tutti i confronti con gli altri sistemi di mining, la trovi nella guida ai protocolli di consenso delle criptovalute.

Nel modello di verifica proof-of-work, i minatori devono prestare la loro potenza di calcolo alla rete mettendosi in competizione tra loro. Devono fare in modo di crittografare per primi, nel modo corretto, i nuovi blocchi da aggiungere alla blockchain. Per ogni blocco è necessaria molta potenza di calcolo, che si traduce in notevoli costi per energia elettrica e attrezzature dedicate al mining; l’energia elettrica, a sua volta, ha un forte impatto ambientale. Non è un caso che molte volte la community di Dogecoin abbia proposto, su Reddit e altri canali, di passare ad un modello di verifica proof-of-stake come quello di Ethereum. Purtroppo fino a questo momento le cose non sono cambiate, e l’ultimo sostanziale aggiornamento tecnologico di Dogecoin risale ormai al 2015. Le criptovalute con tecnologia PoW risultano anacronistiche e superate, per cui questa sarà una grande sfida da superare.

Conviene investire in Dogecoin?

Questa è una domanda molto difficile, perché da una parte ci sono tutti i grandi vantaggi di questo progetto e dall’altra c’è un unico fondamentale limite. Il problema è che, essendoci ormai un’ampia scelta di token sul mercato, un solo difetto macroscopico può far passare agli investitori la voglia di credere in un progetto. Sicuramente la semplicità d’uso di questa criptovaluta, unita alla sua ampia popolarità, potrebbero contribuire ad un aumento del suo valore e della sua diffusione nell’economia reale.

Il contraltare di questo discorso è un modello di verifica delle transazioni che ormai non è più al passo con i tempi.

Progetti come Tron ed Ethereum stanno diventando sempre più popolari proprio per via del protocollo PoS, che consente loro di verificare le transazioni ed aggiungerle alla blockchain in pochi secondi. Possiamo augurarci il meglio per il futuro di questo progetto, ma è molto probabile che i suoi limiti strutturali gli impediranno di entrare nella top 10 delle criptovalute più capitalizzate.

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