Il dollaro USA non sarà più riserva mondiale? Fed invita alla calma, nonostante i numeri gli diano torto
Federal Reserve si dice scettica di un trend che però è sotto gli occhi di tutti. "Colpa di pochi Paesi".
13:09 • Pubblicato 07/09/2026
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Il tema della fuga dal dollaro come riserva mondiale è grandemente esagerato, almeno secondo un recente report pubblicato da Federal Reserve Bank di New York. C’è stato un calo dal 64% del decennio scorso, ma non è stato drammatico come lo raccontano certi giornali finanziari. Si sarebbe passati infatti a circa il 56% di tutte le riserve monetarie ufficiali.
Non ci sarebbe dunque alcun segnale di una diversificazione ampia dal dollaro. A finire sul banco degli accusati di Federal Reserve di New York sono le statistiche aggregate, che mostrano dei trend che appaiono come generali e che invece riguardano pochi player dello scacchiere internazionale.
La Cina
Il riferimento è probabilmente alla Cina, Paese che ha intrapreso ormai da tempo un percorso di riduzione dell’esposizione verso il dollaro, con un percorso di scarico progressivo delle posizioni sui bond USA. È questo percorso della Cina ad avere probabilmente un grande impatto su quelle che sono le statistiche aggregate di cui parla Federal Reserve.

Ci sono poi altri Paesi che vengono citati dallo studio, come Russia, Messico e Marocco, che sono responsabili di quanto avvenuto, in via aggregata, almeno fino al 2023.
Ci sono però anche altri dati
Ci sono però altri dati, che vengono riportati correttamente da Bloomberg e che chiamano in causa il Fondo Monetario Internazionale, che ha indicato riserve in dollari – in termini di proporzioni – al livello più basso dal 1995. Questione però quest’ultima che sarebbe condizionata da quanto avvenuto al dollaro in termini di valore relativo anche rispetto alle altre divise.
Prima di chiudere – è necessario però indicare, per quanto da valutare più avanti – quel movimento che sta riguardando fondi sovrani e altri player di questa taglia sul mercato dei bond. Il fondo sovrano della Norvegia, che vale 2.300 miliardi di asset in gestione, ha chiesto al ministro delle finanze di Oslo di poter procedere con un taglio netto alle detenzioni di bond USA (e in misura minore europei) nel più breve tempo possibile.
Non c’è una diversificazione dal dollaro, forse, ma piuttosto una volontà di essere meno esposti a un sistema dollaro che appare in crisi.
Da qui a immaginarsi nuove valute di riserva, come si suol dire… ce ne passa. Ma i segnali, nonostante l’invito alla tranquillità da parte di Fed, ce ne sono. E un riassesto delle finanze pubbliche USA dovrebbe tenere conto anche di questi fattori.
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