Mercato azionario, bond e banche: in Europa la situazione è grave, non è seria, ma forse c'è qualche occasione... interessante
Ci sono ancora occasioni in Europa? E se sì, dove? Qualche considerazione per iniziare a ragionare.
21:17 • Pubblicato 10/10/2026
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Parlare di mercati azionari negli ultimi 2 anni ha fatto quasi sempre rima con AI. Per le borse europee, un quadro assai magro. Il trend ha attraversato l’Europa senza fermarsi: zero società di rilievo tra chi sviluppa modelli, partecipazione al trend dei chip solo tramite ASML, trend energia forse più interessante. Per chi si sta preparando alla stagione futura (che sarà anche quella post-trimestrali), qualche spunto di ragionamento.
C’è ancora del buono in Europa? Lo sconforto è tanto: l’intera borsa tedesca vale la metà della capitalizzazione di Nvidia e la distanza ormai dalle borse che corrono (sì, quelle USA) è enorme. E se ci fosse però qualche trend che potrebbe finalmente mettere il turbo?
Per chi segue l’AI le scelte sono poche
Primo spunto: l’AI interessa alcune aziende europee. ASML produce – per tagliarla con l’accetta – le macchine necessarie per la produzione di chip d’avanguardia. Ha un moat (un fossato) pressoché insuperabile e difficilmente perderà il suo ruolo di leader globale.
Tuttavia, è proprio da ASML che arrivano le dichiarazioni più preoccupanti. Il gruppo non sta consegnando nulla in Europa. Non per scelta aziendale, ma perché in Europa, di fatto, nessuno sta producendo chip.
- Il piano “Draghi”
Mario Draghi ha messo in piedi l’ennesimo think tank che vorrebbe spingere a investimenti per 100 miliardi di euro nel settore data center. Può funzionare? Chissà. Ci sono ancora tante domande: chi metterà quei soldi? Può intervenire un settore pubblico che sta già facendo i conti con un debito insostenibile?
- Energia?
Sì, è un settore probabilmente più sensato. Da continuare a seguire Siemens, Schneider Electric e poche altre come ABB. Siemens è in una sorta di stato di grazia. Va però ricordato che le valutazioni di queste aziende hanno già corso in modo importante. Da seguire l’andamento del movimento data center a livello globale.

I fiori all’occhiello europei
Sì, tecnicamente sono le banche. Con una situazione di tassi in aumento, i ricavi delle banche possono crescere. Occhio però all’eventuale deterioramento delle esposizioni in bond.
La situazione sul fronte debito pubblico non è tranquilla. E quando tremano anche debiti pubblici storicamente solidi come quello francese… c’è da fare qualche considerazione in più prima di investire.
Da monitorare i rendimenti dei bond europei. Sono la questione più importante da qui ai prossimi mesi. O almeno fino a quando la situazione di pericolo non sarà rientrata.
Bond: i rendimenti sono interessanti
Tagliamo corto su questo punto: chi compra bond – soprattutto sulle scadenze più lunghe – oggi in Europa sta scommettendo sulla capacità:
- Degli stati di contenere il deficit;
- Di BCE di tranquillizzare i mercati.
Nessuna delle due questioni è chiusa e – al contrario – ci sono forti dubbi su entrambe le questioni. Possono davvero i bond correre sopra i livelli attuali in termini di rendimenti? Certo che sì. Basta guardare in direzione di Washington per rendersi conto che no – il 4% non è nessun muro invalicabile.
Per chi ritiene che si verificherà almeno una delle due condizioni di cui sopra, potrebbe essere però un momento di ingresso importante.
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