Diesel: dal G7 100 milioni di barili, coordinati da IEA. La spuntano gli USA. Giù prezzo del prodotto raffinato
Il G7 segue il "consiglio" americano. 100 milioni di barili arriveranno sul mercato, per frenare i prezzi.
16:47 • Pubblicato 02/10/2026
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Il G7 immetterà sul mercato fino a 100 milioni di barili di petrolio e diesel, attingendo dalle riserve nate per far fronte alle emergenze. Secondo la stampa americana, il risultato è stato ottenuto dopo pressioni della Casa Bianca, in prima fila per il contenimento dei prezzi del carburante. Il rilascio a mercato sarà coordinato da IEA, l’agenzia internazionale dell’energia e avrà luogo durante i prossimi quattro mesi. La notizia è stata inoltre confermata dal presidente francese Emmanuel Macron.
Ci sarebbe la chiara intenzione di affondare un prezzo del diesel che ha raggiunto dei livelli preoccupanti tanto negli States quanto in Europa. Non è la prima volta che EIA coordina un intervento a mercato di questo tipo. Già a marzo, subito dopo l’inizio del conflitto in Iran, l’agenzia gestì oltre 400 milioni di barili, allo stesso scopo.
Scaramucce tra USA ed Europa
I toni si stavano alzando parecchio tra Casa Bianca e Unione Europea, con Washington che ha accusato la controparte oltreoceano di non aver mantenuto le promesse e di non essere intervenuta con la rapidità necessaria. Ad ogni modo, sembra che l’impasse sia stata superata senza grossi problemi.
C’è accordo, tra i Paesi che partecipano al G7, per il rilascio di circa 100 milioni di barili barili tra greggio e diesel, in proporzioni che non sono state ancora comunicate, almeno nel momento in cui pubblichiamo questo breve aggiornamento.
Le reazioni del mercato sono state importanti: il premium del diesel sul greggio – che misura in modo piuttosto chiaro la situazione – è sceso rapidamente, per quanto rimanga ancora su livelli piuttosto elevati, segnale che il problema permane sul prodotto raffinato e non, principalmente, sull’approvvigionamento di greggio.
Intanto arrivano buone notizie anche dall’Arabia Saudita. Riyad avrebbe aumentato la capacità della pipeline che attraversa il Paese a oltre l’80% della capacità massima, portando a 4,5 milioni di barili al giorno la capacità di export.
Tutto questo mentre da Hormuz arrivano notizie altrettanto edificanti: negli scorsi giorni il transito sarebbe stato pari o superiore a quello antecedente la guerra. Una sorta di ritorno alla normalità che non sarà ancora sufficiente per un ritorno dei prezzi a quelli di febbraio, ma che comunque aiuta. testo
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