Crollo crypto alt, male Bitcoin. Nasdaq in picchiata con chip e hyperscaler. Il petrolio torna a dominare i mercati
Bitcoin, crypto e Nasdaq-100 pagano il prezzo più alto. Male anche chip e società del comparto AI.
16:47 • Pubblicato 23/09/2026
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I mercati aprono la sessione USA in picchiata. Male il Nasdaq-100, male gli altri indici e correzione importante sulle criptovalute, in particolare se di capitalizzazione più modesta. È un brutto pomeriggio quello che vede l’avvio degli scambi a New York, condizionato in negativo da prezzi del petrolio che tornano a salire.
Mercati in profondo rosso, che temono con maggiore convinzione ulteriori aumenti dei tassi dopo che le indagini di S&P hanno confermato una manifattura e un settore dei servizi in ottima forma. In altre parole: non vi è motivo alcuno per non scegliere ulteriori strette, con l’inflazione che è di fatto l’unico problema di cui deve occuparsi Federal Reserve, dato che piena occupazione ed economia resiliente sembra siano già parte del menù.
Correzione importante sul settore crypto
Arriva una correzione importante dopo diversi giorni di esuberanza per il settore crypto. Nel momento in cui scriviamo BTC84.315 $▼ -1,83% cede circa il 2% sul giornaliero e poco meno nella prima ora di contrattazioni a New York. Fanno però molto peggio le altre criptovalute, in particolare scendendo nella classifica per capitalizzazione di mercato. Le quotazioni aggiornate sono qui e mostrano inequivocabilmente un momento di difficoltà del comparto, che però procede di pari passo con il settore azionario.
Nasdaq-100 perde in apertura oltre l’1%, per quello che è stato uno dei peggiori avvii di contrattazioni da diversi giorni a questa parte. Male NVDA, che perde oltre l’1,5%, male tutte le società del comparto chip. Pagano anche quelle del settore memorie e più in generale quelle del settore AI, diretto o indiretto. Google perde oltre il 3% e Amazon fa poco meglio. I conti si dovranno fare comunque al termine di una giornata che non è partita con il piede giusto.
Petrolio torna sugli scudi
Dopo un paio di giornate di scambi al ribasso, il petrolio torna a ruggire. WTI cresce dell’1,6% sulle 24 ore e Brent torna sopra i 100$ al barile, con un gain di oltre il 2,5% durante l’ultima giornata di scambi.

Le preoccupazioni per il ritorno (mancato) alla normalità sul mercato energetico si fanno sempre più concrete, anche perché sembrerebbe mancare dall’orizzonte una soluzione concreta e da implementare in poco tempo per tornare alla normalità negli stretti. La guerra tra Iran e USA va avanti ormai da quasi 7 mesi.
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