Stablecoin: il governo USA prepara un piano per diffonderle anche fuori dagli States. Per l'Europa potrebbe essere un guaio
Gli Stati Uniti vogliono spingere l'adozione delle stablecoin ancorate al dollaro, anche con partnership con il settore privato.
09:00 • Pubblicato 24/09/2026
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L’amministrazione USA sta valutando la un’iniziativa per promuovere l’utilizzo di stablecoin ancorate al dollaro anche all’estero, secondo quanto è stato riportato da Bloomberg, che cita persone informate dei fatti. L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare il dominio e l’utilizzo del dollaro anche sui nuovi mercati digitali e sui canali di pagamento su blockchain. Tra le iniziative ci sarebbe anche la creazione di joint venture con il settore privato.
Il governo Trump è stato, su scala globale, il più aperto alle istanze delle stablecoin: ha spinto per l’adozione del GENIUS Act, complesso di regole permissivo rispetto a quelli adottati altrove (vedi il MiCA in Europa) e ha sempre intrattenuto dei buoni rapporti con tutte le società emittenti, comprese Circle e Tether. Non è chiaro per il momento se il governo USA abbia intenzione di favorire uno dei concorrenti oppure se si tratterà, eventualmente, di una piattaforma di supporto all’intero comparto.
Un problema per l’Europa
I massimi vertici di BCE si sono detti più volte preoccupati dall’avanzata delle stablecoin ancorate al dollaro, temendo per la perdita di sovranità monetaria dell’area euro. Proprio allo scopo di contenere l’avanzata di questi prodotti, BCE ha spinto per l’adozione dell’euro digitale, una valuta digitale emessa dalla stessa Banca Centrale Europea che però non sarà su blockchain.
Questo nuovo (e supposto) piano degli Stati Uniti rivelato da Bloomberg rischia però di peggiorare un quadro già relativamente fosco per l’Europa. Le stablecoin ancorate all’euro faticano a prendere piede, con la principale, EURC, che ha emesso token per meno di 400 milioni di euro e con l’euro digitale che verosimilmente non vedrà la luce prima del 2028.
Mancano ancora molti dettagli
Non ci sono molti dettagli sul piano degli Stati Uniti per aumentare la circolazione delle stablecoin legate al dollaro. Bloomberg cita la possibilità di collaborazioni pubblico/privato delle quali però non si sa ancora nulla.
Negli Stati Uniti, vale la pena di ricordarlo, Federal Reserve è sempre stata reticente anche soltanto alla proposta di una valuta digitale emessa dalla banca centrale, ripetendo in più occasioni di avere bisogno di un mandato del Congresso anche soltanto per lanciare una fase sperimentale.
Gli Stati Uniti hanno deciso di affidarsi alle stablecoin private per garantirsi una presenza nel mondo digitale e della finanza decentralizzata. Il piano, senza ancora alcun intervento del governo, ha funzionato: le criptovalute ancorate al dollaro sono dominanti in termini di capitalizzazione di mercato, con il 99% circa dell’intero spazio che è occupato appunto da stablecoin legate a USD.
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