Questo token vola mentre il resto del mercato crypto è fermo: il team annuncia migrazione a L1 e cambia tutto
Prove di bull market per questo token, che viaggia in controtrend rispetto al resto del comparto crypto.
14:27 • Pubblicato 09/10/2026
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Il team di un noto progetto dello spazio Ethereum sta modificando la propria roadmap, e il mercato sembra aver interpretato questa notizia come un fattore bullish per i prezzi del suo token nativo. Al centro del cambiamento ci sarebbe una migrazione futura dall’attuale architettura L2 verso una chain L1 indipendente, sostenuta da motivazioni legate a sicurezza e scalabilità.
Stiamo parlando di Starknet, rete che da più di 4 anni pubblica le proprie transazioni e le proprie prove crittografiche sulla mainnet di Ethereum, da cui eredita la sicurezza interna. Ieri il fondatore del progetto, Eli Ben-Sasson, ha parlato della volontà di evolvere verso un modello più autonomo, dinamica che potrebbe favorire parallelamente condizioni speculative più rosee per il proprio token STRK, che già da qualche settimana si muove in controtendenza rispetto al resto degli asset digitali.
Starknet valuta la migrazione verso una chain L1: addio Ethereum?
Attualmente Starknet opera come L2 di Ethereum. Questo significa che la rete esegue transazioni in loco ma pubblica le prove crittografiche che attestano la correttezza di tali informazioni direttamente sulla mainnet del network principale, tramite blob o calldata.
Adesso però, il team del progetto sta valutando l’ipotesi di una migrazione, come suggerito dall’ultimo post pubblicato da Eli Ben-Sasson, figura di spicco nel contesto della tecnologia delle prove a conoscenza zero. Si tratterebbe di un upgrade importante, che non va tuttavia considerato come un piano operativo imminente ma come una mossa strategica ancora in fase di valutazione, la quale verrà eventualmente completata non prima del 2027.
Eli Ben-Sasson appare abbastanza fiducioso per questa evoluzione: secondo le sue parole, diventare un L1 rappresenta un requisito fondamentale per prepararsi a due sfide tecnologiche che potrebbero minacciare il futuro dell’ecosistema. In particolare, l’esperto si riferisce all’arrivo dei quantum computer – riprendendo l’allarme di un ricercatore Ethereum diffuso nella giornata di ieri – e al progressivo miglioramento dei modelli AI e della loro capacità di rilevare vulnerabilità matematiche nei sistemi blockchain.
Passare a un L1 sarebbe appunto una mossa che renderebbe Starknet più flessibile nei suoi aggiornamenti, non dovendo dipendere dalle scadenze della roadmap di Ethereum, nonché in grado di scalare più velocemente senza dipendere da fattori esterni.
L’idea di un L1 è bullish per il token di Starknet?
Per il momento, le dichiarazioni del fondatore di Starknet sembrano aver contribuito a sostenere il rally del token STRK0,0726 $▲ +25,87%, che oggi viaggia al rialzo in doppia cifra percentuale, portando la performance dell’ultimo mese a circa il +137%.
Ovviamente, diventare un L1 vorrebbe dire concentrare le attività economiche del network attorno al token e portare più valore su di esso, con possibili implicazioni positive per la domanda nel lungo periodo. In tal senso, $STRK potrebbe assumere un ruolo più centrale nello staking e nella sicurezza di Starknet, elementi che aiuterebbero ad espandere i suoi casi d’uso.
Ad ogni modo, va anche considerato che spostarsi su una rete autonoma significa parallelamente dover finanziare di tasca propria tutto il processo di validazione, senza poter più contare su Ethereum. In altre parole, Starknet dovrebbe utilizzare il proprio security budget per garantire la sicurezza, il che richiederebbe incentivi maggiori, verosimilmente erogati sotto forma di nuove emissioni dei $STRK.
Il trade-off è chiaro: da un lato il token diventa una risorsa più legata al successo della rete, ma dall’altro si rischia di dover pagare con l’inflazione i costi infrastrutturali. In ogni caso, i dettagli tecnici di questa ipotetica transizione non sono stati rivelati, ed è presto per fare calcoli su una nuova issuance.
Intanto $STRK si gode il rialzo
Nel frattempo, mentre la community di Starknet discute della proposta, il token $STRK continua a dare sfogo ai suoi impulsi speculativi. Nelle ultime 24 ore vediamo volumi di trading futures in forte aumento, con dati che riportano scambi in crescita di nove volte, accompagnati da un open interest in espansione a +107% rispetto alla sessione di ieri.
Da notare anche la distanza tra volumi spot e volumi futures, che suggerisce come l’ultimo movimento sia stato trainato dal trading a leva degli investitori, mentre le posizioni aperte restano relativamente contenute rispetto alla mole di contrattazioni.

Il rally di oggi ha anche alimentato un severo short squeeze contro tutti gli operatori che stavano scommettendo al ribasso, i quali si sono visti spazzare via oltre 2,5 milioni di dollari di posizioni. Oltretutto, questo fenomeno si è verificato a distanza di pochi giorni dalla liquidazione long di 500 milioni di dollari su Bitcoin e crypto.
C’è quindi da fare molta attenzione nel breve termine: il movimento positivo potrebbe facilmente proseguire, ma c’è anche il rischio che il rialzo venga assorbito in tempi celeri se la domanda non dimostrerà di poter sostenere le quotazioni attuali. Per chi opera con leve alte, la volatilità potrebbe giocare brutti scherzi.
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