Il re dei narcotici sul darkweb consegna 100 milioni in Bitcoin agli USA. Sconterà comunque 40 anni
Ancora Bitcoin e dark web. E il crimine non paga, neanche questa volta.
12:37 • Pubblicato 09/10/2026
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Droga in cambio di Bitcoin? Per chi ha organizzato certi mercati, è stato un business molto redditizio, fino a quando non sono stati beccati. Questa volta a finire dentro – e a dover restituire circa 100 milioni di dollari in BTC – è un trentenne della Virginia, che ha accettato di rinunciare a 1.230 Bitcoin e a circa 24,4 Ether. Erano proventi illeciti, derivanti dalla gestione di Empire Market. Di acqua sotto ai ponti ne è passata tanta e ora Bitcoin è un asset da investimento anche per i top.
Lo scorso anno, riportano i documenti ufficiali, il suo socio aveva deciso di operare nello stesso senso, affidando al governo degli Stati Uniti 1.584 Bitcoin. Criptovalute, queste, che finiscono in un gigantesco calderone del settore pubblico USA e che talvolta vengono poi venduti.
Criptovalute, mixer e stupefacenti
I due gestivano in proprio Empire Market, una venue di scambio anche di sostanze illecite sul darkweb. Tuttavia, anche se BTC82.589 $▼ -0,20% offre una sorta di pseudoanonimato, difficilmente ci si riesce a nascondere dalle indagini dei federali, che hanno individuato la coppia di gestori e li hanno consegnati alla giustizia.
Per Raheim Hamilton l’aver consegnato al governo degli Stati Uniti oltre 100 milioni di dollari in Bitcoin non risparmierà comunque il carcere. È stato infatti condannato a 40 anni in una prigione federale, con l’accettazione del forfeit che ha probabilmente contribuito a un leggero sconto.
I due avrebbero inoltre spinto gli utenti non solo a utilizzare Bitcoin e crypto, ma anche a rivolgersi ai servizi offerti dai mixer.
Non solo criptovalute
Il socio di Hamilton, Thomas Pavey, lo scorso anno aveva accettato di consegnare alle autorità non soltanto 1.584 Bitcoin, ma anche lingotti d’oro, tre autovetture sportive e anche immobili in Florida. Non sappiamo ancora quanto questa resa gli sarà utile per ridurre la pena, che non gli è stata ancora comminata, con il processo che dovrebbe concludersi, riporta CoinDesk, entro la fine del mese.
Non sono i primi a finire dentro credendo di poter schermare il proprio business ricorrendo a pagamenti su blockchain. Oltre al celebre caso di Ross Ulbricht, che ha poi ricevuto la grazia da Donald Trump, ce ne sono diversi, compreso quello di Ruis-Sian Ling – che era a capo del marketplace Incognito. Anche per lui una pena esemplare: 30 anni, senza possibilità di sconto.
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