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DeFi

5 regole fondamentali per sopravvivere nella giungla delle crypto low cap: come evitare scam e sorprese

A tutti piace sognare il «to the moon» con le crypto meno conosciute, ma pochi riescono a sopravvivere nel lungo periodo.

11:17 • Pubblicato 04/11/2026

Alessandro Adami Avatar

Scritto da Alessandro Adami

DeFi & On-Chain Specialist

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In questo giornale non siamo soliti parlare di monete low-cap, in quanto prediligiamo un approccio più prudente e consapevole agli investimenti nel mondo crypto, che già di per sé nasconde non poche insidie. Tuttavia, sappiamo che molti dei nostri lettori fanno più o meno frequentemente trading su questi asset. Per tale motivo, abbiamo deciso di dedicare un breve approfondimento a come muoversi in questo segmento di mercato così particolare.

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Abbiamo stilato per voi 5 regole che ogni degen che si rispetti dovrebbe seguire per evitare di cadere nei tanti token scam e rug pull che ci sono in circolazione, e per non finire con il proverbiale cerino in mano. Precisiamo che non si tratta di una guida magica per trovare la prossima gemma da 100x, visto che gran parte del lavoro resta affidato alla fortuna, ma è comunque un buon punto di partenza per limitare i danni e aumentare le probabilità di restare in gioco.

1- Investi solo ciò che puoi permetterti di perdere

La prima regola è in realtà valida per tutto il settore crypto e non solo per il comparto delle low-cap, o ancor più in generale per tutto il mondo degli investimenti. Ad ogni modo, quando siamo di fronte a memecoin o token che capitalizzano pochi milioni di dollari, diventa ancor più importante saper dosare la size ed essere capaci di puntare solo quello che ci si può permettere di perdere.

Le piccole monete possono infatti offrirci potenziali di upside molto importanti, ma allo stesso tempo possono facilmente azzerare il loro valore in tempi brevi. In molti casi la liquidità di questi asset è così ridotta che bastano relativamente poche vendite per prosciugare gran parte della pool e far precipitare il prezzo al ribasso.

Il rischio di un crollo del -99% non è così remoto in questo campo: pensate che una ricerca di CoinGecko, pubblicata a inizio anno, ha evidenziato come nel 2025 siano morte 11,6 milioni di criptovalute, su un totale di 20,1 milioni di monete listate sulla piattaforma GeckoTerminal nel corso dell’anno. Dal 2021, sono fallite il 53,2% di tutte le monete tracciate.

Fallimenti crypto dal 2021 al 2025
Crypto listate vs morte

Breve parentesi: BTC78.398 $▲ +1,93%, dopo 17 anni, è ancora vivo e vegeto, nonostante in molti abbiano previsto il suo funerale in numerose occasioni. Questo dovrebbe farci riflettere su come Bitcoin giochi in un altro campionato rispetto all’universo delle alt.

In genere non si dovrebbe mai puntare più del 2% del proprio portafoglio crypto in un singolo trade altamente speculativo. A maggior ragione, nel contesto delle low-cap questa percentuale potrebbe benissimo scendere fino all’1% o allo 0,5%, in base alla vostra propensione al rischio.

2- Controlla il contratto della crypto prima di acquistare

Nei progetti più piccoli spesso e volentieri non abbiamo la fortuna di poter contare su audit di sicurezza effettuati da team indipendenti. Dobbiamo noi stessi verificare in prima persona che il contratto del token, o i contratti di un eventuale protocollo su cui si appoggia, siano privi di vulnerabilità e backdoor.

Ad esempio, potremmo trovarci di fronte a un “honeypot”, ossia a un token il cui contratto stabilisce che è possibile comprare ma non vendere (ad esclusione di alcuni indirizzi selezionati). Molti inesperti vengono attirati da questi token scam poiché vedono un grafico in forte crescita, senza alcun tipo di pressione sul lato dell’offerta, e finiscono per rimanerci intrappolati.

Se avete le giuste competenze per poter analizzare un contratto in autonomia e rivelare potenziali red flag, potete consultare direttamente il codice su Etherscan o sul blockchain explorer della blockchain di riferimento su cui vive il token.

In alternativa potete affidarvi a strumenti come TokenSniffer, RugCheck o Honeypot.is: dovete solo incollare l’indirizzo del contratto nella barra di ricerca e otterrete un’analisi di tutti i possibili rischi (LP non burnato, restrizioni sulle vendite ecc.).

Esempio di un honeypot scam
Esempio di una crypto honeypot – Fonte dati: https://honeypot.is/

Questi tools in genere vi mostrano anche se il creatore del contratto possiede determinati privilegi che potrebbero mettere a rischio la custodia dei fondi: qui un esempio recente di token scomparsi dai wallet degli utenti.

3- Leggi i docs e verifica che tutto sia trasparente

Sempre per le stesse motivazioni del punto precedente, nel caso in cui il progetto in questione disponga di una documentazione tecnica relativa al protocollo, è di fondamentale importanza analizzarla in modo scrupoloso. Non affidatevi semplicemente a un chatbot per ottenere un riassunto, ma andate piuttosto a fondo e cercate di capire se il documento sia scritto in modo professionale e completo, senza promesse vaghe o un linguaggio puramente promozionale.

Informazioni

Ancor più importante è verificare che ogni azione dichiarata sia stata effettivamente compiuta su blockchain. Un protocollo potrebbe ad esempio promettere di effettuare buyback sul proprio token, e noi dobbiamo controllare che esista un indirizzo pubblico dove avvengono concretamente i riacquisti. Se ciò che viene promesso non trova riscontro nei dati on-chain, è un primo (grande) campanello d’allarme.

4- Fai ricerche sul team e sul wallet del deployer

Un altro ottimo metodo, per capire se dietro una crypto a bassa capitalizzazione c’è un progetto credibile, consiste nell’indagare sui membri del team – se presenti pubblicamente – o direttamente sul wallet del deployer, ossia l’indirizzo che ha pubblicato il contratto del token on-chain.

Nel caso i nomi degli sviluppatori siano noti (capita di rado), cercate informazioni sui loro progetti precedenti e controllate se abbiano contribuito a realizzare scam o rugpull in passato. Infatti, nel mondo delle crypto low-cap, capita spesso che siano gli stessi soggetti a lanciare la maggior parte dei token truffaldini, per poi puntualmente abbandonarli dopo aver svuotato la liquidità.

Anche quando il team è anonimo, potete raccogliere preziose informazioni attraverso l’analisi on-chain. Prendete l’indirizzo del deployer (lo trovate su Etherscan o su altri block explorer, in relazione al contratto del token) e setacciate tutto lo storico. Ponetevi sempre le seguenti domande:

  • Ha creato altri token in passato? Se sì, come hanno performato?
  • Ha indirizzi associati con altri progetti che hanno ruggato?
  • Da chi è stato finanziato l’indirizzo? Le informazioni più utili si trovano spesso all’inizio della catena.
  • Ha comprato tanta supply del token che ha creato subito dopo il lancio?

5- Insegui le narrative, ma occhio alle metriche chiave

Nel mondo delle memecoin e delle crypto a bassa capitalizzazione è fondamentale seguire i trend di mercato e le narrative, essendo questi i motori che muovono principalmente i prezzi degli asset di questo tipo. Si tratta probabilmente dell’unico modo valido per sfruttare le opportunità che si presentano, ma allo stesso tempo quando c’è tanto hype nell’aria, diventa fondamentale prestare attenzione ad alcune metriche.

Ad esempio, assicuratevi che di fronte a una market cap in crescita ci siano anche volumi di trading altrettanto in ascesa. Diffidate, a tal proposito, dei progetti che muovono volumi irrisori rispetto alla capitalizzazione, poiché significa che il prezzo è sostenuto da pochissimi scambi.

Un altro elemento da controllare è la liquidità: talvolta un token potrebbe avere una market cap di diversi milioni di dollari, ma una liquidità nella pool da poche migliaia di dollari. In tal caso, basterebbe una piccola vendita per far crollare il prezzo.

Attenzione anche alla concentrazione della supply: su DexScreener avete la funzione “Holders”, che mostra i principali indirizzi che detengono il token e la relativa percentuale di supply che controllano (differenziate gli indirizzi relativi all’emissione futura del token in caso di vesting). Se pochi indirizzi controllano tanta offerta, fate attenzione.

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DeFi & On-Chain Specialist

Ordine dei Giornalisti delle MarcheFondatore del chapter Legal Hackers di Civitanova MarcheVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
  • Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
  • Options flow e derivati
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", è un giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, esperto in materia di finanza decentralizzata ed applicazioni web3. Investe e segue da vicino gli sviluppi dei progetti Ethereum e Chainlink.

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