Debito pubblico USA a 40.000 miliardi, ma fanno più paura i 2.000 miliardi di buco. Francia brucia e Italia rischia di scottarsi
Washington è davvero a rischio? O certe Cassandre stanno esagerando? Cosa ne sarà della Francia? E dell'Italia?
18:00 • Pubblicato 18/10/2026
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Houston, abbiamo un problema? Non lo sappiamo ancora, ma i numeri non sono certamente dei più incoraggianti. A Washington il deficit rasenta i 2.000 miliardi e il debito complessivo i 40.000 (sempre di miliardi parliamo). E nonostante in settimana ci siano state delle correzioni in termini di rendimenti sul mercato secondario, la paura è più alta che mai.
Ci sono tutta una serie di problemi: più il debito appare come insostenibile, più lo diventa, perché salgono i rendimenti, e di conseguenza salgono i costi di rifinanziamento e salgono anche le spese per interessi. C’è poi poca volontà politica di mettere un freno alla spesa pubblica, con Trump che spera a turno nell’inflazione e in un boom economico e i democratici che invece non sembrano curarsi granché del problema.
Effetto rialzo anche sui bond italiani: ha senso?
Nì, nel senso che la grande corsa dei rendimenti che abbiamo visto anche su certi bond europei (Francia in primis) dipende in larga parte da due questioni:
- Per il caso di Parigi
È evidente a tutti che coordinare le diverse anime politiche del Paese per costringere tutti ad accettare una manovra lacrime e sangue non sarà facile. Gli scontri feroci che hanno avuto come palcoscenico le principali città francesi sono soltanto uno dei segnali che arrivano al governo. Da lunedì vedremo la reazione dei bond vigilante a un’instabilità politica che ormai appare evidente.

- Per il caso generale
Quando il rischio percepito aumenta, è scontato che a salire di più siano i rendimenti dei Paesi ritenuti meno affidabili. C’è una questione comunque generale: stanno salendo da tempo – al netto della correzione di breve – i rendimenti di quasi tutti i debiti pubblici. Segno che c’è appunto un problema generale che precede poi quelli particolari.
Ok, ma gli USA possono fallire?
Ben Bernanke riteneva assurda questa ipotesi, ricordando che il debito USA (come il grosso degli altri) è denominato in una valuta che tecnicamente possono stampare. Tuttavia, anche aumentando la velocità delle rotative, ci saranno degli effetti di secondo e terzo ordine non dei più piacevoli. Tant’è che in genere i Paesi seri e affidabili (e che vogliono continuare a essere percepiti come tali) evitano questa strada.
Non ci sarà da divertirsi, tra un’elezione che incombe a Washington, una che incombe in Francia e una che incombe anche a Roma. Su quest’ultimo tema, tra le altre cose, si era espressa Goldman Sachs, ritenendo a rischio il cammino relativamente virtuoso dell’Italia in questi ultimi anni. L’arrivo delle elezioni potrebbe destabilizzare, costringere a compromessi, che poi vogliono dire in genere meno rigore sui conti pubblici. Un po’ come a Washington.
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