Elon Musk vuole la fusione tra SpaceX e Tesla, ma ha un gigantesco problema: "Tip-tap su un campo minato"
Anche il gran capo si dice d'accordo, ma non parteciperà alle discussioni. Ci penseranno i comitati.
12:37 • Pubblicato 21/10/2026
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La fusione più importante della storia dei mercati probabilmente si farà. Elon Musk, parlando a margine della conference call dopo le trimestrali di SpaceX, è stato relativamente chiaro a riguardo. Ci sono comitati in seno ai board delle due aziende che stanno valutando la possibilità di un merger. Finirebbero così nello stesso conglomerato auto elettriche, lanci spaziali, AI e anche Starlink, per quello che diventerebbe uno dei gruppi più capitalizzati del mondo. Alle attuali quotazioni, parleremmo di un’azienda con 3,5 miliardi di cap totale. Non è però così scontato che avvenga.
Elon Musk ha anche fatto notare che non sarà facile ottenere l’ok degli azionisti di Tesla, una procedura che ha definito come fare tip tap su un campo minato. Tuttavia il sentiment, almeno fuori dall’azienda, sembrerebbe essere assai più ottimista.
Ci penseranno i comitati
Elon Musk è d’accordo. Ha affermato a chiare lettere di ritenere l’eventuale fusione tra SpaceX e Tesla una buona idea. Tuttavia non sarà lui a poter decidere.
Ci penseranno i comitati speciali di entrambe le società.
Elon Musk ha inoltre aggiunto che non prenderà parte alle discussioni, essendo parte coinvolta direttamente in causa. Tuttavia è più che chiaro che questo sia il suo indirizzo e che desidera chiudere la questione il prima possibile, chissà se prima di fine 2026.
Cosa cambierà eventualmente per gli azionisti?
Elon Musk si è fatto scappare il vero problema. Gli azionisti di Tesla riceverebbero, per quota, una parte del nuovo conglomerato, portandosi però dentro una società che pur con conti trimestrali interessanti ha dei prospetti di spesa molto elevati e non è chiaro quando potrà portare a casa dei profitti consistenti.
Tesla, dall’altro canto, è invece una società fatta e finita, che ha già un buon volume di business che guadagnerebbe dalla fusione forse soltanto in termini di maggiore integrazione con i sistemi AI sviluppati da SpaceX.
È per questo che tra le due categorie di azionisti, da un lato quelli di SpaceX, dall’altro quelli di Tesla, sono i secondi ad avere maggiori remore. Va anche tenuto conto del fatto che i secondi porterebbero a casa meno, dato che la capitalizzazione di mercato di Tesla è sensibilmente più bassa rispetto a quella di SpaceX.
I tempi
Da Cathie Wood a Barclays, tutti hanno parlato di possibilità imminente di fusione, anche se appunto dovrà passare sia dalle deliberazioni dei due comitati, sia dagli azionisti. I tempi – per finire entro fine 2026, sono in verità assai stretti. Mancano poco più di 9 settimane alla fine dell’anno e probabilmente – al massimo – si riuscirà a organizzare il voto.
Per ora comunque l’ipotesi piace ai mercati. Di sinergie, almeno sulla carta, ce ne dovrebbero essere tante. E nascerebbe comunque un altro mega-conglomerato tech ma… più fisico degli altri.
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