Debito AI, CDS delle Big Tech ai massimi: CoreWeave, Oracle, Meta e Amazon ora rischiano grosso
Le Big Tech aumentano il debito per finanziare l’intelligenza artificiale, mentre i CDS salgono e le obbligazioni di CoreWeave e Oracle perdono terreno
09:30 • Pubblicato 25/10/2026
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Le ultime settimane hanno riportato al centro dei mercati i rischi legati all’intelligenza artificiale. Le spese delle Big Tech per data center e chip crescono e vengono finanziate sempre più con il debito. Le obbligazioni del settore soffrono e il Nasdaq ha corretto con decisione. Sul mercato del credito è tornata l’attenzione verso i CDS (Credit Default Swap), i contratti che assicurano contro il fallimento di una società o di uno Stato.
Rischi AI, obbligazioni sotto pressione e CDS ai massimi
Il nodo è rappresentato dagli investimenti dell’AI, che le Big Tech coprono con nuove obbligazioni. L’inflazione USA sopra le attese allontana il taglio dei tassi e rende questo debito più caro. Nella tabella delle performance si può osservare come da inizio ottobre CoreWeave, che noleggia potenza di calcolo, cede il -38,07%. Meta perde il -11,79% e Oracle, colosso del software e del cloud, il -9,63%. Microsoft resta l’unica in positivo con un +0,89%.

Sul calendario economico di Criptovaluta.it® si possono consultare gli eventi macro della prossima settimana, con fulcro la riunione della Fed il 28 ottobre e il giorno successivo il PCE, l’inflazione più seguita dalla Banca Centrale.
Cosa sono i CDS e come funzionano
Con tanto debito emesso per finanziare l’AI, chi detiene obbligazioni delle Big Tech ha iniziato a coprirsi dal rischio di insolvenza. Per farlo usa i Credit Default Swap (CDS), contratti derivati che funzionano come una polizza assicurativa sul debito di una società. Chi compra la protezione paga al venditore un premio annuo in punti base sull’importo assicurato, dove 100 punti base valgono l’1%.
Se la società fallisce, salta una cedola o ristruttura il debito, il venditore deve risarcire il compratore. Il risarcimento copre la differenza tra il valore nominale dell’obbligazione e quanto si riesce a recuperare. Il premio si chiama spread e funziona da termometro del rischio, perché più il mercato teme il rischio default più la protezione costa. Lo spread si calcola stimando la probabilità di default della società e la quota di debito recuperabile dopo un fallimento.
Le obbligazioni di CoreWeave scendono sotto il nominale

Il caso più acuto resta CoreWeave, che ha un debito di circa 50 miliardi di dollari. Il bond di CoreWeave, cedola del 9% e scadenza febbraio 2031 quota al 79,355%. A questo prezzo il rendimento a scadenza sale intorno al 15,8%, livello da emittente in difficoltà. Il grafico mostra l’andamento dei bond di CoreWeave, con il 2031, cedola 1,75% che quota 72,68% mentre la scadenza 2033, cedola al 2,875% vale 76,49%. Il CDS a cinque anni di CoreWeave ha superato i 1.000 punti base, con una probabilità implicita di default vicina al 64%.
Le obbligazioni di Oracle perdono terreno

La pressione arriva anche su Oracle, le cui obbligazioni a inizio anno quotavano vicino al nominale. Il grafico mostra il titolo con cedola del 4,9% e scadenza febbraio 2033 sceso a 89,04, con un rendimento vicino al 7,1%. Il bond con cedola del 6,9% e scadenza novembre 2052 quota 81,21, con un rendimento intorno all’8,7%. Il CDS a cinque anni di Oracle ha raggiunto i 288 punti base a metà ottobre, sui massimi storici.
I CDS di Meta e Amazon ai massimi

La tensione si allarga anche alle Big Tech, che hanno bilanci più solidi. Meta prevede per il 2026 investimenti tra 135 e 145 miliardi di dollari. Il CDS a cinque anni di Meta ha toccato il record di 114,79 punti base il 22 ottobre, secondo S&P Global, in un contratto scambiato attivamente solo da circa un anno. Il CDS di Amazon è vicino ai livelli più alti da marzo 2020, quello di Microsoft resta il più basso. Il grafico mostra nuovi massimi anche per Alphabet e Nvidia, che restano comunque molto lontani dai livelli di Oracle.
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