Brasile, neocloud AI e Moderna: i mercati aprono nel segno della paura. Ecco i peggiori (e le migliori occasioni?)
I mercati aprono con tante preoccupazioni, dal Brasile a Moderna, passando per i neocloud.
12:37 • Pubblicato 26/10/2026
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A poco dall’apertura delle borse americane, i mercati hanno già sputato qualche sentenza, tra azionario, materie prime e mondo crypto. La situazione è dominata dagli eventi brasiliani, dalle dichiarazioni di Elon Musk e più in generale dalle paure che arrivano ancora da Hormuz. Tutto questo mentre si apre una settimana potenzialmente decisiva per tutto il mondo finanziario globale.
Non c’è soltanto la paura per i neocloud, innescata (secondo alcuni ad arte) da Elon Musk. È una vera e propria ecatombe sui titoli più rappresentativi del Brasile, sugli ETF che ne replicano l’andamento e anche su altri collaterali. Fa male inoltre Moderna, che aprirà per il terzo giorno consecutivo con perdite consistenti.
Neocloud: il tocco “magico” di Elon Musk non funziona più?
Chi arriva dal mondo crypto dovrebbe esserne al corrente: la capacità di Elon Musk di muovere i mercati con i suoi tweet si è fortemente ridotta negli ultimi tempi. Lo abbiamo visto con DOGE0,0770 $▲ +0,63%: un tempo Musk era il factotum di ogni movimento di questa criptovaluta, salvo poi perdere il grip e muovere sempre di meno il mercato anche con dichiarazioni piuttosto… roboanti.
Sui neocloud non è andata esattamente così, anche se saranno poi i mercati a dire la loro alla riapertura delle borse USA.
CoreWeave continua a soffrire, con i perp che prezzano un altro calo di almeno il 5% sulle 24 ore. Fanno male anche Iren (-3,35%), Nebius (-2,8%) e CIFR (-1,86%).
Il Brasile la vera novità
Erano tutti o quasi long sul Brasile, puntando su una vittoria dei Bolsonaro che invece non si è materializzata. Ne abbiamo già parlato qui e le perdite, in attesa della riapertura di Wall Street (e del Brasile), continuano ad accumularsi, sia in premarket, sia appunto sui perp offerti da XYZ.
Oltre agli ETF che replicano gli indici MSCI sul Brasile, fa molto male anche MELI / MercadoLibre. Da seguire anche Petrobras, che con Lula ha dei lunghi, anzi lunghissimi trascorsi.
Moderna: altra giornata no
In chiusura, i perp continuano a punire anche Moderna. Nel momento in cui pubblichiamo questo approfondimento il titolo perde – sempre tramite perp – oltre il 7%. Anche qui servirà poi la sentenza, più accurata, dei mercati tradizionali, che sono più liquidi e vedono la partecipazione anche degli investitori istituzionali.
Si tratta però di un momento assai difficile per il gruppo, che già la scorsa settimana aveva registrato forti perdite. A pesare sono le aspettative ridimensionate su un prodotto, il “vaccino anti-cancro”, che era stato già incorporato nel prezzo su livelli forse esagerati.
Anche questa sarà una situazione da seguire, che si protrae almeno dal 22 ottobre, giorno in cui il gruppo ha pubblicato i dati ricavati dalla fase 3 del vaccino personalizzato contro il melanoma.
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