La Francia si salva? Scende lo spread, debito di Parigi meno preoccupante. Il problema più grande però non è stato risolto
Parigi respira un po', ma il calo dello spread è comunque minimo rispetto alla corsa delle ultime settimane.
10:32 • Pubblicato 27/10/2026
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Quanto contano ancora le agenzie di rating? Parecchio. La grazia ricevuta dalla Francia da parte di Moody’s fa bene ai titoli di stato di Parigi, che riducono lo spread e si presentano sul mercato in una forma decisamente migliore di quella delle scorse settimane. Tra chi parla di complotto e chi ride sotto i baffi di un giudizio misericordioso, c’è da ricordare però ai nostri lettori che la questione debiti sovrani, per quanto parzialmente rientrata, tornerà presto a farsi sentire.
Va poi aggiunto un altro dettaglio: in realtà non sono stati soltanto gli OAT (i BTP francesi) a ridurre il differenziale. Anche i BTP sono tornati a 117 punti, dopo aver toccato punte di 125.
Il rischio è terminato, andate in pace?
No. Siamo ancora su livelli storicamente alti, che per l’Italia non si vedevano da aprile 2025. Per quanto riguarda invece la Francia, siamo sui livelli più alti dall’ultima crisi del debito sovrano europeo. Livelli che continuano a preoccupare, con la correzione che è assai modesta rispetto alla corsa alla quale abbiamo assistito fino a pochi giorni fa.
Ci sono poi altre domande da farsi sul perché questa (mini) correzione sia avvenuta. I fondamentali della Francia non sono cambiati: il debito è elevato, il deficit anche, le possibilità di ridurlo sul breve sono ancora assai poche.
Incombono poi questioni elettorali dagli esiti assai incerti – e che potrebbero complicare ulteriormente il quadro.
Sono uscite dal quadro, anche se soltanto parzialmente, le proteste, che sembrerebbero essere rientrate nei ranghi. Ma non è comunque giustificabile una correzione di questo tipo per l’affievolirsi delle proteste. Qui intanto puoi continuare a seguire i rendimenti dei bond sovrani minuto per minuto, con il nostro tool dedicato.
Le due questioni a favore della Francia
In realtà stiamo assistendo a una riduzione del rischio percepito su certi prodotti a livello globale. I rendimenti dei bond USA a 10 anni sono tornati in quota 5,00%, dopo aver viaggiato a lungo sopra certi livelli.
Lo stesso è accaduto al grosso del debito pubblico sovrano, in quella che è stata una rotazione verso titoli ritenuti più sicuri – ad esempio rispetto al debito corporate.
Se questo potrà essere duraturo e se ci saranno o meno dei proseguimenti su questa linea non possiamo ancora saperlo. Per la Francia però è un bicchiere d’acqua fresca mentre però si attraversa ancora il deserto, per una situazione che avrà comunque bisogno di interventi più radicali.
Per il resto, conta anche il regalo di Moody’s, con l’agenzia di rating che è forse più ottimista di quanto le condizioni comanderebbero.
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