IA, parlano i dem: "Dal primo giorno fermare tutto". Dichiarazione shock della parlamentare
Le cose si fanno dure un po' per tutti, se l'aria che tira è questa. Ecco cosa ha detto Ansari sul primo giorno del nuovo Congresso.
13:17 • Pubblicato 05/11/2026
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Tutto il ciclo dell’intelligenza artificiale si è tinto di politica. Da un lato c’erano i repubblicani, insofferenti a qualunque tipo di rallentamento, dall’altro i democratici, invece pronti a mettere pali e paletti, tanto alla costruzione di data center, quanto allo sviluppo di modelli di frontiera. Dopo la vittoria a valanga dei dem, ecco i primi messaggi poco distensivi. Almeno a certe latitudini del Partito Democratico vogliono bloccare tutto.
A parlare – e probabilmente a fare da portavoce di un sentimento relativamente diffuso all’interno del partito – è Yassamin Ansari, democratica del Congresso, che scrive parole che probabilmente presto riecheggeranno in borsa e che sono state le più dibattute delle ultime ore post-elettorali su X.
La priorità dell’agenda Democratica il primo giorno deve essere una pausa allo sviluppo delle AI avanzate, la regolamentazione di questa industria fuori controllo e il ban sulla super intelligenza artificiale.
Non sono parole ufficiali del partito, ma arrivano comunque da una congresswoman interna al Partito Democratico, che rappresenta comunque una visione che almeno nell’ala sinistra del partito è relativamente comune.
Due piccioni con una fava
In realtà il problema non sono soltanto le pur credibili preoccupazioni per gli effetti dei modelli più avanzati sulla sicurezza e sul mondo del lavoro. Almeno a leggere la stampa statunitense, c’è anche una questione di potenziali ritorsioni verso un mondo tech che durante le ultime presidenziali aveva sostenuto, in modo in verità piuttosto compatto, i Repubblicani e Donald Trump.
Le dietrologie politiche sono poco utili per analizzare i mercati, ma è bene riportare quello che è un sentiment che sta prendendo comunque piede negli Stati Uniti.
Questo va ad aggiungersi alle recenti dichiarazioni anti data center che arrivano dal Texas e che presto arriveranno anche da altri Stati: moratoria per i data center e tentativo di ostacolare anche i permessi già offerti. Una situazione che ha già imposto ai neocloud in borsa delle correzioni importanti e la cui portata andrà valutata poi anche oggi, alla riapertura dei mercati e soprattutto alla loro chiusura.
Tutto questo mentre incombe l’IPO di Anthropic
È una curiosa legge del contrappasso: Anthropic aveva chiesto a gran voce un intervento di questo tipo – anche se per vie oblique – al governo degli Stati Uniti e se l’era visto negare. Ora la questione torna però in primo piano proprio mentre Anthropic sta preparando gli ultimi passi per la propria quotazione in borsa.
Quotazione in borsa che dovrebbe avvenire nelle prossime due settimane. Che tipo di impatto avrà un sentiment sul mercato AI che profuma (o per qualcuno puzza) di politica e che potrebbe cambiare i piani di breve, medio e lungo periodo?
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