Oggi è andato live il token $QUID del protocollo di routing cross-chain Squid, con un esordio accompagnato dal listing di diversi top crypto exchange del settore. Parliamo di una moneta relativamente piccola, gestita da una piattaforma poco conosciuta dal grande pubblico, che però molti di voi avrete probabilmente utilizzato inconsciamente durante le vostre operazioni in DeFi.
Squid è una piattaforma nata nel 2023 al di sopra dell’ecosistema Axelar che ambisce a diventare “il router della liquidità nel Web3”. Fino ad oggi ha instradato 4 milioni di operazioni su 100 blockchain differenti per più di 6 miliardi di volume cumulativo, con integrazioni su oltre 1.000 applicazioni e infrastrutture, tra cui citiamo MetaMask, Ripple, Ledger, Circle, Hyperliquid, PancakeSwap e tanti altri nomi di spicco.
Secondo quanto riportato dal team sul sito web ufficiale, Squid dichiara di aver facilitato swap e bridge cross-chain tra oltre 20.000 token differenti, coinvolgendo circa 1 milione di utenti. In questi anni il progetto ha anche raccolto 13,5 milioni di dollari da vari investitori privati, tra cui Polychain Capital e Stani Kulechov, fondatore di Aave.
Il protocollo di routing Squid lancia il token $QUID
Dopo aver condotto una vendita pubblica iniziale su Legion e Kraken, raccogliendo 2,25 milioni di dollari per 50 milioni di token, pari al 5% della supply totale, il team di Squid ha ufficialmente lanciato la propria moneta nativa $QUID. L’ICO ha registrato sottoscrizioni per quasi 12 volte l’hard cap fissato, con oltre 26 milioni di dollari impegnati dagli investitori, a dimostrazione di quanto il suo debutto sia stato fortemente atteso.
I più fortunati sono riusciti ad acquistare la moneta (seppur con quote diluite) a un prezzo fisso di $0,045 per unità, mentre al momento del listing $QUID ha toccato gli $0,178 poco prima di correggere, offrendo ai primi acquirenti un ritorno potenziale di quasi il 4x. Mentre scriviamo la moneta presenta una capitalizzazione di 20 milioni di dollari e un FDV di 144 milioni.

Lato tokenomics, $QUID presenta una supply totale fissata a 1 miliardo di token, con 143 milioni disponibili per le contrattazioni sin da subito (14,3%). Tutte le quote degli investitori nella fase di public sale si sono sbloccate al TGE, mentre il 64% dell’offerta si inizierà a sbloccare tra 12 mesi attraverso un vesting lineare.
La blockchain di deploy è quella di Base, layer-2 di Ethereum. Il token è disponibile su DEX come PancakeSwap, CowSwap e Kyber Network attraverso il contract address: “0x1a44233fae8d50f1aeb3a5d58dd426ff4814cb53”. In alternativa $QUID è stato listato anche su Kraken, Bitget e altri exchange centralizzati.
A cosa serve $QUID?
Il token $QUID può essere impegnato in staking attraverso un programma di incentivi offerto dal protocollo con 5 milioni di monete allocate come premio per il primo anno dal TGE. Gli staker potranno anche approfittare di routing prioritari e di analytics avanzate per i prodotti dell’infrastruttura Squid.
Per il resto, $QUID serve come token di governance per votare le proposte avanzate dalla comunità, tra le quali si discute già da oggi dell’introduzione di un meccanismo di revenue sharing per utilizzare parte dei proventi del protocollo a fini di buyback. Non è tuttavia già live una funzionalità del genere e non è detto che venga realmente implementata in futuro.
I casi d’uso di $QUID rimangono dunque abbastanza limitati e circoscritti attorno a pochi ambiti, fattore che giustifica una capitalizzazione molto esigua se paragonata ad altri token lanciati nel 2026. Un fattore che limita parecchio la potenziale crescita futura della moneta riguarda la diluizione futura della supply, con i nuovi token che verranno sbloccati e utilizzati come incentivo di liquidità.
Vale la pena comprare il token?
Come per tutti i TGE dei nuovi token, vale sempre la stessa “regola”: comprare a scatola chiusa non è mai la scelta migliore in quanto non esiste uno storico dei prezzi su cui poter individuare livelli di entrata e uscita da un trade. Oltretutto, considerando il periodo incerto per il più ampio settore crypto, diciamo che esporsi sin dalle prime ore del listing potrebbe rappresentare una mossa particolarmente rischiosa, seppur comunque potenzialmente remunerativa.
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