Inflazione USA sotto le aspettative, bene il PIL. In Europa però si piange: Spagna, Italia e Francia schiacciate dagli aumenti
Bene i dati sull'inflazione USA, che è molto al di sotto delle aspettative, ma ancora lontana dal target. Bitcoin corre.
14:51 • Pubblicato 30/09/2026
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Sono buone nuove quelle che arrivano da uno degli indicatori USA dell’inflazione più seguiti, il PCE. I dati diffusi dalle agenzie statunitensi sono molto al di sotto delle aspettative sia per la versione classica sia per la Core, con la seconda che non tiene conto delle componenti energetiche e alimentari. Al contempo il dato sul secondo trimestre che riguarda il PIL è superiore alle aspettative.
Sono dati buoni, migliori delle aspettative e addirittura in riduzione rispetto alle letture precedenti. Situazione, quella americana, diametralmente opposta a quella europea. Nel Vecchio Continente le letture relative all’inflazione sono state peggiori delle aspettative, aprendo a un quadro molto preoccupante per il futuro della politica monetaria.
I dati che tutti aspettavano
PCE è storicamente uno degli indici dei movimenti dei prezzi più seguiti da Federal Reserve, perché è in grado di catturare quanto davvero aumentano i prezzi della spesa dei consumatori finali e interni. I dati sono positivi (anche se ancora lontani dal target del 2%) per entrambe le versioni.
I dati diffusi dalle autorità USA sono i seguenti: PCE CORE +3,0% (con previsioni che la davano su base annuale al +3,4%) e PCE classica al +3,4% (con le previsioni che la davano al +3,7%). Sono dati di molto inferiori rispetto alle aspettative, con la reazione di BTC84.860 $▲ +0,63% che è stata importante. Dopo la diffusione del dato, ha cercato il recupero degli 85.000$, con tutto il settore che gli è andato fondamentalmente dietro. Bene anche le altcoin.
Situazione inversa in Europa
I dati che sono arrivati dall’area euro invece sono di segno opposto. Prezzi al +3,4% in Francia e al +4,1% in Italia, con aumenti di prezzi che non si vedevano dal 2023. Il grosso dell’impatto è comunque riconducibile agli aumenti dei prodotti energetici.
I dati sulla Spagna arrivati martedì sono ancora meno incoraggianti: +5% che conferma una crisi importante su questo fronte in tutta Europa.
Una crisi che sarà probabilmente confermata dai dati riguardanti l’intera eurozona il prossimo venerdì.
UK e USA cauti sui tassi
24 ore prima dei dati era arrivato l’appello di Williams di Fed alla calma per quanto riguarda l’aumento dei tassi che i mercati avevano iniziato a prezzare per la fine di ottobre, data del prossimo meeting del FOMC.
Dello stesso avviso, nel Regno Unito, è Alan Taylor, che ha sminuito la necessità di aumentare i tassi, ritenendo l’inflazione tutto sommato sotto controllo.
Permangono comunque altre preoccupazioni, comprese quelle sul rendimento dei titoli di stato, che puoi consultare qui nella nostra pagina tool dedicata con dati in tempo reale, spread e anche curve dei rendimenti.
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