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Analisi On Chain

3 pattern di analisi on-chain per leggere il mercato e anticipare i movimenti di Bitcoin e crypto

Un buon analista non può escludere queste metriche fondamentali nelle sue analisi sull'outlook di Bitcoin e del mercato crypto.

18:27 • Pubblicato 02/11/2026

Alessandro Adami Avatar

Scritto da Alessandro Adami

DeFi & On-Chain Specialist

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L’analisi on-chain è uno degli strumenti più interessanti per chi investe in Bitcoin e crypto, perché permette di ottenere informazioni e comprendere dinamiche che i grafici e lo studio dei fondamentali, da soli, non possono cogliere. Parliamo di elementi che riguardano la redditività dei diversi operatori, i livelli che storicamente hanno segnato l’inizio di importanti fasi del mercato e metriche che aiutano a valutare il momentum speculativo e a capire dove si potrebbero dirigere i prezzi nel medio periodo.

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In particolare, in questo articolo parleremo di 3 pattern ricorrenti che, negli scorsi cicli, hanno fornito indicazioni utili per interpretare il contesto dei mercati e anticipare possibili inversioni o prosecuzioni del trend. Ovviamente questi segnali non vanno letti come regole matematiche imprescindibili, ma offrono comunque un buon grado di affidabilità, almeno per quanto ci insegna la storia.

Bitcoin e crypto: un indicatore per leggere la direzione e la forza del trend

Il primo pattern interessante emerge dalla metrica del Realized Profit/Loss Ratio, che ci consente di verificare se in un dato momento gli holder di Bitcoin o di un’altra crypto stanno trasferendo monete in perdita o in profitto. È consigliabile utilizzare la versione normalizzata con media mobile semplice (SMA) a 7 o 14 giorni, per rimuovere il rumore di fondo dalla chart.

Quando questo indicatore si trova in territorio verde, vuol dire che gli investitori stanno operando in profitto, mentre quando si trova nella parte bassa del grafico, in rosso, significa che prevalgono le perdite.

Il punto più importante su cui porre l’attenzione è però il livello di breakeven, ovvero il valore pari a 1, dove si verificano cambi di regime della redditività. Quando, ad esempio, l’indicatore risale dalla zona delle perdite fino a superare il breakeven, ma viene successivamente respinto al ribasso – come accaduto a gennaio e maggio 2026 – il movimento può indicare debolezza persistente e una prosecuzione del trend ribassista.

Invece, quando vi è una rottura al rialzo più intensa, con l’indicatore che resta in territorio positivo anche in seguito a una breve correzione dei prezzi – come registrato da BTC77.230 $▼ -1,05% dopo il rally di agosto – questo è da interpretare come un segnale di forza e di controllo da parte della domanda.

Bitcoin rapporto profitti e perdite realizzati
Rapporto profitti e perdite realizzati – Fonte dati: https://studio.glassnode.com

Da notare anche come, quando il Realized Profit/Loss Ratio rimane a lungo al di sopra o al di sotto del livello di breakeven, il mercato tenda a mantenere la direzione prevalente del trend. Ad esempio, come osservato su Bitcoin per gran parte del 2024-2025, il quadro è rimasto sostanzialmente bullish, seppur in presenza di correzioni importanti.

Come capire quando i prezzi di Bitcoin sono vicini al bottom o al top del ciclo

Il secondo indicatore di analisi on-chain è il cosiddetto MVRV Z-Score, uno strumento che misura quanto la differenza tra capitalizzazione di mercato e capitalizzazione realizzata di Bitcoin si discosti dalla sua deviazione standard storica. In pratica, questa metrica ci indica le zone dove $BTC può essere considerato sottovalutato o sopravvalutato, aiutandoci a valutare quanto siano vicini o lontani i relativi bottom e top.

In particolare, in tutti i precedenti cicli di mercato, Bitcoin ha toccato il fondo delle fasi bearish quando l’MVRV Z-Score registrava un valore inferiore al punto 0. Dall’altra parte, quando la metrica ha superato il livello 7, la moneta ha sempre toccato quotazioni vicine ai massimi storici.

Attenzione: non è necessario che l’indicatore raggiunga necessariamente questi livelli affinché si verifichi un top o un bottom. Nell’ultimo ciclo, ad esempio, Bitcoin ha mostrato traiettorie meno estreme rispetto al passato e con volatilità ai minimi, senza raggiungere le precedenti soglie di eccesso. In generale, dunque, più l’MVRV Z-Score si avvicina a quelle zone, più aumenta la probabilità che il mercato sia vicino a un massimo o un minimo rilevante.

MVRV Z-Score indicatore on-chain
MVRV Z-Score Bitcoin – Fonte dati: https://studio.glassnode.com

Nei tre massimi dell’ultimo bull market, la metrica ha raggiunto al massimo il livello 3: in passato, sopra questa soglia si sono verificati i movimenti più esplosivi al rialzo prima di un’inversione, ma non è detto che lo stesso schema debba necessariamente ripetersi in futuro. Anzi, è probabile che il campo d’azione si restringerà sempre di più nei prossimi anni, e sarà dunque fondamentale utilizzare questi dati come indicazioni generali e non come soglie rigide da prendere alla lettera.

Potrebbe anche essere utile contestualizzare l’MVRV Z-Score con altri indicatori relativi alla redditività degli holder, come l’indicatore illustrato al punto precedente, e altri strumenti come il NUPL e il SOPR.

Crypto Cost Basis: come individuare le zone di accumulazione e distribuzione

L’ultima metrica che vi presentiamo in questo approfondimento è nota come Cost Basis Distribution Heatmap. Si tratta molto semplicemente di una mappa di calore che mostra i livelli di prezzo ai quali si concentra la base di costo degli investitori, permettendoci di individuare le principali aree di accumulazione e distribuzione sul grafico.

Più la mappa mostra un punto caldo, maggiore è la quantità di supply movimentata attorno a quella quotazione, mentre più il colore è freddo, minore è la concentrazione di capitale. Perché ci interessano queste informazioni? Poiché se Bitcoin o un’altra moneta perde o supera una zona particolarmente calda il comportamento degli holder in quell’area può cambiare e influenzare la price action.

Esempio: a fine gennaio Bitcoin ha perso il range degli 86.000$-84.000$, dove fino a quel momento era stata scambiata tantissima supply. Da lì è partita una forte spinta al ribasso, proprio perché una grossa fetta degli operatori attivi in quel momento si trovava in condizioni underwater.

Bitcoin Cost Basis mappa
Cost Basis Heatmap Bitcoin – Fonte dati: https://studio.glassnode.com

 È importante capire anche che non conta solo l’area di maggiore intensità della heatmap: anche i livelli meno concentrati ma comunque ravvicinati possono infatti formare un’area di interesse per i prezzi, specialmente quando nel complesso rappresentano una quantità significativa di supply in gioco. Ne è un esempio l’area intorno ai 60.000$ di agosto e tutto il mega-range che va dai 120.000$ ai 90.000$ di fine 2025.

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DeFi & On-Chain Specialist

Ordine dei Giornalisti delle MarcheFondatore del chapter Legal Hackers di Civitanova MarcheVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
  • Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
  • Options flow e derivati
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", è un giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, esperto in materia di finanza decentralizzata ed applicazioni web3. Investe e segue da vicino gli sviluppi dei progetti Ethereum e Chainlink.

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